Salerno ore 21.07 di martedi 8 giugno: Matteo Macchioni, giovane tenore sassolese, entra ufficialmente nel mondo della lirica internazionale. L’evento è celebrato al teatro Verdi di Salerno, dove si tiene la prima di Elisir d’Amore, di Gaetano Donizetti, diretta dal maestro Daniel Oren. Una entrata dalla porta principale, da dove entrano i grandi ma anche gli umili, come a tutti sembra questo giovane, espressione della terra di Sassuolo, che in fatto di musica ha pochi eguali come percentuali per abitante. Non facilissima l’opera scelta per fare esordire la grande rivelazione di “Amici. Non facilissima ma anche motivo di controprova. Macchioni, cantando insieme ad Alexandra Kurzak (in Italia non canta mai fuori dalla Scala di Milano, per Salerno ha fatto una eccezione), Alberto Gazale (grande baritono, noto ai sassolesi perché “Piastrella d’Oro”, qualche anno fa, in occasione del Concertone degli Amici della lirica) e Ambrogio Maestri (un basso “gigantesco” con una esperienza assoluta) ha dimostrato di “saperci stare”. LA SERATA – Al “Verdi” di Salerno è tutto esaurito e, con grande sorpresa per gli organizzatori, ci sono moltissimi giovani. Effetto “Amici”? Forse. Ma in mezzo al pubblico c’era anche una coppia di Genova, una di Piombino, ragazzi che arrivavano anche da qualche centinaio di chilometri, una pensionata giunta da Ischia “solo per lui”. La fresca voce di Macchioni si è confrontata e fusa insieme alle grandi interpretazioni degli esperti colleghi, che, magicamente guidati da Oren, hanno dato alla gente uno spettacolo degno della grande produzione operistica italiana. Tra i grandi “assoli”, che hanno riscosso tanti applausi c’è proprio quello di Matteo: “Una furtiva lacrima”, aria che ha portato al giovane sassolese oltre due minuti di applauso. Erano le 23.18 e per lui è forse uno dei primi momenti da fissare nella mente (e nel cuore). Applauso finale per tutti, qualche minuto dopo, con repliche domani sera e sabato sera, quando sono attese decine di persone da Sassuolo. L’INTERVISTA – Sudato, spremuto, contento. Sono le tre caratteristiche che hanno portato Macchioni nel suo camerino, finita la serata. “Avevo una grande fifa, ma positiva – dice – anche perché col maestro Oren avevo fatto solo una prova, quella di lunedì. Sono molto felice, per me il risultato è positivo ed ho visto anche una bella risposta dal pubblico. Certo, la critica è un’altra cosa, ma aspetto anche quella. Avere avuto la possibilità di un debutto con professionisti affermati è stata un’occasione d’oro. Adesso tengo in riserva la voce per gli altri due appuntamenti di giovedì e sabato”. Ed i 2 minuti di applausi dopo l’aria “Una furtiva lacrima”? “Sono stati molto belli – conclude – ma li ho accolti con molta umiltà. Così come ho declinato la richiesta del bis, avanzata dal pubblico e dal maestro”. LA CRITICA – Prima tra tutte registriamo l’emozione della mamma, Osanna Callegari. “Per me è stato bravissimo – dice – e credo che anche alla gente sia piaciuta la sua interpretazione. La sua voce, ancora in formazione, ha retto bene. Credo che lui stesso sia stato contento di come sono andate le cose”. Il maestro Sergio La Stella, che lo ha avuto vicino per tutta la durata di “Amici” e per questo debutto, è raggiante. “Un debutto completamente positivo – dice alla fine – con Matteo che era a fianco di un cast stellare. Mi ha colpito, tra tutto, la sua capacità di aver affrontato una “prima” con la disinvoltura di un veterano. E’ stato attento e concentrato, ottimo rapporto ravvicinato col maestro Oren. Con questa voce può aspirare molto in alto”. Lusinghiero anche il giudizio della sua “foniatra” Maria Elena Berioni, scesa da Salsomaggiore a Salerno per l’esordio di Macchioni. “Ha eseguito l’”aria” proprio come era stata scritta – dice – e non è frequente alla sua età eseguire i fiati, i rinforzi e le “messe di voce” come fa già lui. Ottimo debutto e, in due parole ho visto un “animale da palcoscenico”. Da Sassuolo un piccolo gruppo di appassionati e tra loro non poteva mancare Roberto Costi. “Mi ha impressionato il modo come si è mosso sul palco – ha detto l’ex direttore del Carani – con la facilità di un veterano. Potrei dire che “m’ha dè quèsi fastidii”. Ha già una bella voce, canta bene, e “Una furtiva lacrima” l’ha pitturata e cesellata con grande maestria”.
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