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21 Giugno 2010

Bretella Si Bretellina No: Sandro Morini sul collegamento Sassuolo-Campogalliano

Il Consigliere comunale pd Sandro Morini parla dei problemi viari di Marzaglia, pronta a far partire il nuovo scalo merci, ma senza poter contare su sufficienti collegamenti. Il rischio principale: mandare al collasso l’intera viabilità lungo la via emilia. Così si esprime Morini: “Quasi tutte le preoccupazioni che il Pd ha evidenziato sul collegamento autostradale campogalliano – sassuolo, si stanno avverando. Passata la “sbornia” del Sindaco di Sassuolo, quando un anno fa annunciava di aver risolto tutto con una semplice telefonata al ministro amico, terminato anche il rosario laico delle riunioni del Cipe, ci va stavolta, no la prossima, forse in estate no entro l’anno; siamo finiti dentro un collo di bottiglia assai stretto e da cui è difficile uscire con scelte soddisfacenti per tutti. Tra poco sarà pronto il nuovo scalo merci di Marzaglia, una struttura strategica per l’industria manifatturiera della nostra provincia, che però, a causa di ritardi e lungaggini varie, rischia di essere terminata senza avere i sufficienti collegamenti viari. Con il rischio di mandare al collasso l’intera viabilità lungo la via emilia. Legittimamente, i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali modenesi hanno riproposto l’ipotesi di realizzare subito il primo stralcio della bretella per Sassuolo, che appunto risolverebbe i problemi di Marzaglia, utilizzando i 234,6 milioni di € assegnati al progetto dal governo Prodi, rimandando ad una successiva disponibilità economica il completamento dell’opera. Questa scelta non può però essere accettata dal distretto della ceramica, perché rappresenterebbe la “morte” del collegamento autostradale fino a Sassuolo. Una morte annunciata, sia perché sarà impossibile reperire risorse pubbliche in aggiunta a quelle disponibili ora, sia perché questo spezzettamento dell’opera renderebbe non più sostenibile l’ipotesi di project financing sull’intera struttura. Ipotesi che tutti, bene o male, avevano condiviso, almeno fino ad oggi. Bisogna viceversa, continuare ad insistere nei confronti del Ministro delle Infrastrutture perché presenti e faccia approvare al CIPE l’intero progetto, con il finanziamento parziale e la realizzazione dell’opera con la finanza di progetto. Il rischio, concreto, è che si sfaldi quella convergenza d’interessi e di obiettivi, costruita in questi mesi fra le istituzioni pubbliche locali e le realtà imprenditoriali, indebolendo inevitabilmente il grado di urgenza dell’opera”.

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