Si è tenuta lunedì “Riflessioni sul fine vita”, la conferenza-dibattito sul tema del testamento biologico organizzata dalla Lista Civica per Sassuolo. “Il convegno si è reso necessario – commenta il presidente della Lista Civica per Sassuolo Massimo Malagoli – per fare luce sui molti punti ancora oscuri di questo delicato argomento e altresì per fare chiarezza su quello che vuole essere il registro di fine vita, tema che sta per essere trattato nel prossimo Consiglio Comunale, con la presentazione di una nuova proposta sul registro del testamento biologico”. “Il dibattito – continua – è un’ottima occasione di approfondimento che mette sul tavolo tutti i diversi punti di vista e da voce ai cittadini, lasciando per un attimo da parte la politica, concentrandosi sugli aspetti tecnici della questione”. A cogliere questa opportunità si sono radunate in Sala Biasin decine di persone e anche parecchi giovani che hanno discusso ben oltre la mezzanotte, sintomo di un interesse spiccato per la materia. Un botta e risposta che ha coinvolto non solo i relatori quindi, e ha diviso i presenti in favorevoli e contrari per una questione che da fredda amministrazione si è trasformata presto in accalorata etica. Ad esporre il punto di vista medico, con il suo Codice Deontologico e l’assistenza al paziente sono stati il Responsabile Anestesista Ospedale Civile di Sassuolo Dott. Giuseppe Laganà e l’infermiere Armando Francesconi, Direttore responsabile giornale “Notizie Dal Collegio” organo ufficiale di stampa del Collegio IP.AS.VI Modena. Presenti anche due dei principali firmatari della proposta sul registro al Consiglio, Mario Cardone e Mauro Sentimenti di Sinistra per Sassuolo. “La nostra proposta – spiegano – da al testamento biologico un carattere notarile che non porterà costi aggiuntivi all’Amministrazione. L’80% degli italiani è favorevole al testamento ma non esiste ancora una legge nazionale a regolamentarlo. Non ci resta, perciò, che farci sentire tramite i Comuni. Ognuno ha la propria idea di vita e deve essere libero di scegliere cosa fare del proprio corpo quando questa idea non viene più rispettata, come nella condizione di coma vegetativo, quando ormai la medicina ha fatto tutto il possibile. E ha diritto di fare sapere le proprie scelte quando ancora è cosciente”. In risposta, i più dubbiosi Emilio Ricchetti, Avvocato foro competente Reggio Emilia e il Prof. Luigi Melini, Presidente Medici Cattolici di Modena. “Non è possibile – ribattono – pensare a una legge unica e nazionale quando in un ospedale capitano una infinità di casi diversi e particolari. Occorrerebbe un comitato etico che valuti caso per caso. Il rischio è che ora come ora, senza linee guida univoche, ogni Comune sviluppi regole di registro diverse creando ambiguità e inefficienza. A Casalgrande, per esempio, il registro lo hanno istituito ma al momento risulta vuoto; in più, ci sono le questioni etiche: noi non possiamo conoscere il nostro futuro e né scegliere per esso, l’autodeterminazione ha i suoi limiti”.
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