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15 Agosto 2010

La processione scalza di San Michele

A San Michele dei Mucchietti si è tenuta la 155° processione scalza in onore della Madonna. Un aspetto straordinario di questo avvenimento religioso, che si svolge dal 1855, è il fatto di non aver mai avuto interruzioni neanche durante le due guerre mondiali. Quest’anno la manifestazione è stata presieduta solo da don Ermes Macchioni, parroco di San Michele e Pigneto. Il Vescovo Emerito di Reggio Emilia e Guastalla Mons. Paolo Gibertini non era presente per motivi di salute. “Abito a S. Michele – ha detto Giovanni Marras – e sono all’interno del gruppo parrocchiale che or-ganizza la processione. Il mio compito è quello di guidare la macchina che è all’interno del corteo religioso. Svolgo questa funzione da vent’anni e ciò, che mi colpisce dopo tanto tempo, è la devozione di tante persone verso questo tipo manifestazione religiosa. Un fatto straordinario è che i devoti partecipano alla processione anche se si svolge in caso di pioggia”. “Pur essendo di S. Michele – ha detto Mauro Orlandi – è solo da quattro anni che faccio il possibile di seguire questa manifestazione religiosa. Ciò che mi colpisce di tutto ciò è il fatto che i devoti devono camminare scalzi durante il corteo”. Dopo i residenti, abbiamo sentito anche quelli che si sono trasferiti da S. Michele a Sassuolo e in altre zone limitrofe. “Prima abitavo a San Michele – ha aggiunto Giuseppe Lista – ora vivo a Pontenuovo. Nonostante il mio trasferimento non ho dimentiticato questo posto e proprio per questo faccio di tutto per essere presente alla processione di S. Michele”. “Anche io abitavo a San Michele – ha detto Luciano Dogati – e quando è possibile partecipo a questa manifestazione religiosa. Non l’ho mai dimenticato perchè ho dei conoscenti con i quali condividere questa fede”. “Anche io – ha aggiunto Annalisa Rovatti – pur abitando a Pontenuovo da alcuni anni, desidero partecipare a questa processione perchè ciò che mi colpisce di questa funzione religiosa è il fatto di condividere la fede con tante altre persone”. “Abito a Sassuolo – continuato Maria Ferrari – e da 5 anni vengo a S. Michele il 15 agosto perchè mi piace questo tipo di tradizione. Inoltre questa processione è diversa dalle altre iniziative che si svolgono a Sassuolo e nei paesi limitrofi”. Ciò che colpisce di questa processione non è solo il fatto che dopo tanti anni ci sono ancora parecchie persone che continuano a seguire questa manifestazione religiosa, ma è anche il fatto di camminare scalzi lungo il corteo. “Abito a Formigine – ha detto Carla Ferrari – e vengo qui in questa occasione religiosa perchè i miei genitori abitavano a S. Michele e quindi erano sempre presenti alla processione. Devo ai miei familiari la devozione verso la Madonna”. “Prima di sposarmi – ha detto Gabriele Vendelli – non conoscevo la processione di San Michele, poi mia moglie, che di S. Michele, mi ha trasmesso la devozione verso la Madonna. Il fatto di andare scalzo, secondo me, è un aspetto molto importante. Questa disposizione, pur essendo non obbligatoria, è pur sempre importante da ri- spettare perchè è un modo per dimostrare la devozione verso la Madonna”.

Articolo di Giovanna Frigieri

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