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20 Agosto 2010

Sandro Morini e la Moschea

Sandro Morini, ex assessore ai lavori pubblici della scorsa legislatura, interviene sulla vicenda moschea e sulla decisione degli islamici di pregare all’aperto. “La Moschea – dice – è un problema che va risolto, le persone costrette a pregare sotto un tendone sono una scena che non fa bene a nessuno. Nella regione più europea d’Italia il diritto di culto islamico è un tema che va affrontato e finalmente chiarito.” Non sono parole di qualche esponente di centro sinistra emiliano ma le parole, condivisibili, del presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, esponente di primo piano del partito di Berlusconi. Chissà cosa ne pensa il PDL Sassolese, da tempo ostaggio della lega, capace di imporre atteggiamenti ideologici e pericolosi a tutta la maggioranza di centro destra, capace di costringere anche il Sindaco a imbarazzanti dietro front, ma che purtroppo rischiano di acuire tensioni più che a risolverle. Entrando nel merito, che dire della chiusura del tendone di Via Regina Pacis da parte dell’associazione El Huda, proprio la settimana prima delle elezioni, sulla base di promesse elettorali dell’attuale Sindaco di Sassuolo, che viceversa li ha poi costretti a pregare all’aperto nel parcheggio di Via Regina Pacis? So bene che la convivenza tra culture e società così differenti è complicata, ma non si fa un buon servizio né all’integrazione, nè alla tranquillità sociale, assumendo posizioni idologiche di netto contrasto che invece di risolvere i reali problemi che questa convivenza comporta, ne genera di altri nuovi e assai più pericolosi di xenofobismo se non razzismo. La cultura cattolica, per non dire fede, a cui anche il PDL si ispira, ci dice che il miglior modo per difendere le proprie tradizioni e i propri valori cristiani è riappropiarsene non impedendo ad altri di professare fedi e culture in modo civile e rispettoso. Sono sicuro che, se tutti condividessimo questa base di partenza, sarebbe più facile avviare un confronto con le realtà islamiche presenti a Sassuolo, gestendo insieme i problemi di ordine pubblico e logistici, dietro cui da troppo tempo questa maggioranza nasconde i propri ricatti interni. Mi auguro che la possibilità di individuare un luogo unico per entrambe le associazioni presenti a Sassuolo, sulla base di un percorso condiviso sia ancora un obiettivo realistico e raggiungibile. Solo così per dirla con le parole di Formigoni, si potranno superare posizioni esclusivamente propagandistiche”.

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