“Chiediamo ad Atcm e Provincia di verificare la ricaduta dei trasporti pubblici per il servizio scolastico affinché gli studenti del distretto di Sassuolo non siano gli unici ad essere penalizzati”. L’Assessore alla Urbanistica Claudia Severi e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Antonio Orienti, alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico, chiedono la riapertura del tavolo per il distretto scolastico a fronte di orari del trasporto pubblico che non hanno seguito la riforma Gelmini. “La riforma scolastica – proseguono Severi ed Orienti – prevede da quest’anno ore da sessanta minuti che, naturalmente, hanno comportato adeguamenti e modifiche negli orari scolastici. Tutto ciò avrebbe dovuto comportare anche un adeguamento del servizio di trasporto pubblico, facendo coincidere il passaggio dei pullman con i nuovi orari di entrata e di uscita dalle scuole; cosa avvenuta per Modena, Carpi, Vignola e Castefranco ma non per i distretti di Sassuolo, Finale e Pavullo. I nostri istituti risultano fortemente penalizzati, tra tutti quello che maggiormente avrà difficoltà è il Baggi a causa della sua posizione logistica, nonostante i salti mortali fatti dai Presidi per adeguarsi, concedendo anche permessi di entrata posticipata e uscita anticipata che, di per se, mettono a dura prova la formazione complessiva e il funzionamento della didattica”. “Facciamo due conti per capirci meglio – aggiunge Claudia Severi – il mezzo pubblico parte alle ore 13,30 circa: se le scuole programmano l’uscita intorno alle ore 13 i ragazzi pendolari si trovano il pullman passare 30 minuti dopo, se la programmano intorno alle ore 14 se la trovano 30 minuti prima”. “I presidi hanno certo – aggiungono Orienti e Severi – la possibilità di modulare l’orario per i pendolari alle contingenze imposte dai mezzi di trasporto, ma questo comporta, nei giorni in cui sono programmate sei ore di lezione (7,50 alle 13,50), l’uscita anticipata alle 13,25 per i ragazzi pendolari cioè 25 minuti di lezione in meno nell’ultima ora con conseguenti gravi ricadute e pregiudizio sulla didattica dell’intera classe. Per le quinte, ad esempio, i ragazzi pendolari si troverebbero a perdere oltre 60 ore complessive. Chiediamo urgentemente un incontro con Atcm e Provincia – concludono Claudia Severi ed Antonio Orienti – affinché queste gravi scelte non vadano a penalizzare gli istituti del distretto sassolese e, con essi, la formazione delle future generazioni di cittadini”.
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