Maria Cristina Vandelli, Presidente de ilCoraggiodiCambiare ed ex ViceSegretario del Partito Democratico di Sassuolo risponde ai commenti arrivati in questi giorni dal PD in merito all’Ordinamento anti burqa. “Colpisce che arrivi proprio da una donna, il commento – quasi seccato – del Partito Democratico, all’ordinanza anti-burqa che verrà presto introdotta a Sassuolo. Questo provvedimento non è da vedersi come un divieto, anzi, è un atto che conferma quel diritto all’identità che è di ogni essere umano dal momento della nascita. Il burqa rappresenta infatti la negazione dei diritti della donna e la sua sottomissione, obbliga l’emarginazione di chi lo porta e ostacola l’integrazione. Fortunatamente non esiste un’emergenza burqa e i casi di donne costrette ad indossarlo restano isolati. Non per questo sono meno gravi. Fosse anche solo una al Mondo(e purtroppo solo a Sassuolo sono di più) la donna ridotta in quelle condizioni, merita la mobilitazione da parte delle istituzioni. Da donna mi indigno che un tema così importante venga ritenuto solo uno show, soprattutto da parte di chi – a parole – dice di volere stare dalla parte dei diritti. Non si possono mescolare diritti civili e temi economici tirando sempre in ballo la crisi. L’uno non è più importante dell’altro e viceversa. Entrambi meritano attenzione e condivisone. Mi stupisce che il rappresentante dell’opposizione intervenga con tanta sufficienza su un provvedimento che va in aiuto di quelle donne che ancora subiscono la prepotenza maschile quindi da approvare all’unanimità invitando invece la Giunta a parlare di temi economici. Non l’ho mai sentita intervenire, nonostante un passato nei Verdi, sul via libera alla Bretella Campogalliano-Sassuolo, opera che vedrà una spesa di centinaia di milioni di euro e che come ho già dichiarato non è più urgente per un territorio che è molto cambiato ed ha bisogno di guardare oltre. La sento invece proporre l’ennesimo tavolo, forum o commissione che dir si voglia al quale far sedere, magari, i soliti noti che hanno governato Sassuolo negli ultimi venti anni. Mi auguro che questa ordinanza venga approvata al più presto e sia vista, da tutti, come un ulteriore passo avanti verso quell’integrazione che in troppi sbandierano. Sarebbe un grande segnale di emancipazione e cambiamento vedere tutte le sassolesi sostenere ed esultare per ogni provvedimento che migliora la vita delle donne”.
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