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5 Novembre 2010

Don Alfonso Ugolini: causa di beatificazione in San Giorgio

Ieri, alle 17,30 presso la chiesa di San Giorgio a Sassuolo, si è tenuta la prima sessione della causa di beatificazione di Don Alfonso Ugolini. Il duomo era colmo di fedeli per l’importante avvenimento, a testimonianza del grande affetto che circondava e tutt’ora circonda, la figura di questo parroco che dedicò la sua vita alla cura degli ammalati, all’accoglienza degli emarginati e degli stranieri e soprattutto nell’assistenza nel confessionale. Erano presenti alla cerimonia tutti i sacerdoti di Sassuolo e dintorni, oltre al Sindaco Luca Caselli e numerosi membri della giunta comunale e al Vescovo di Reggio, Adriano Caprioli. Prima di iniziare il rito di avanzamento della causa, si sono svolti i vespri, partecipati con enorme sentimento da tutti i presenti. Tantissimi i religiosi presenti, soprattutto suore che hanno avuto la possibilità di conoscere Don Alfonso anche in vita, infatti il sacerdote è scomparso appena undici anni fa. Una vita lunga, quella di Ugolini, ma spesso messa alla prova dal dolore per le perdite famigliari. Un miracolo, forse, la salvezza dalla tubercolosi ad appena diciassette anni e il successivo avvicinamento alla vita parrocchiale grazie alla figura di Don Giuseppe Zanichelli. Don Alfonso Ugolini divenne sacerdote a ben 65 anni, ma negli anni precedenti fu attivissimo nei vari movimenti parrocchiali di aiuto ai poveri e ai malati. In San Giorgio, il vescovo Adriano, insieme ad altri cardinali, ha prestato giuramento per l’impegno in questa causa di beatificazione. Oltre ai notai che hanno redatto i giuramenti e hanno attestato che tutta la cerimonia si svolgesse secondo tradizione, ha prestato il proprio giuramento anche Francesa Consolini, postulatrice della causa. La seconda seduta del processo di beatificazione si terrà il giorno 9 novembre alle ore 9.00. Il momento solenne si è poi concluso con la Santa Messa, presieduta dal Vescovo Adriano Caprioli, con la viva partecipazione di tutti i sacerdoti presenti in San Giorngio i quali hanno più volte ribadito la particolare devozione di Don Alfonso alla Vergine Maria. Un momento emozionante per rivivere l’esperienza di un uomo di fede, che ha vissuto una vita piena, di povertà e solitudine, ma che è morto sereno e realizzato a 91 anni perché consapevole di aver donato sé stesso senza riserve, a Dio e al mondo.

Articolo di Francesca Venturelli

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