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26 Novembre 2010

Camila Raznovich contro la violenza sulle donne all'”Amore che uccide”

“La legge sullo stalking, quella che obbliga l’allontanamento del maltrattatore dalla casa della vittima, e l’istituto dell’ammonimento (che permette di lanciare un primo avvertimento alla questura prima della querela), sono tutti strumenti di cui esiste un gran bisogno con i quali la donna si può finalmente difendere”. Mai come oggi dopo la notizia della denuncia per stalking a Sassuolo, le parole di Camila Raznovich risuonano importanti. Mercoledì si è tenuto infatti “L’Amore che uccide” l’appuntamento che la Commissione Intercomunale per le pari Opportunità dei comuni di Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello ha organizzato per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. “La violenza contro le donne – ha introdotto l’Assessore alle pari opportunità Claudia Severi – ha sempre rappresentato una macchia per la società che in tanti hanno provato a sconfiggere ma nessuno è mai riuscito a debellare. Una violenza che, negli anni, ha assunto forme sempre nuove, più sottili e quindi subdole e pericolose come, ad esempio, lo stalking. Contrastare la violenza sulle donne è quanto mai importante e in questo senso si sta facendo molto; ciò che diventa sempre più fondamentale è porre l’accento sulla prevenzione, che nasce dalla tempestiva percezione della violenza e che dando il coraggio di riconoscere a distanza il segnale di pericolo, dà anche la forza di difendersi da subito e, magari, arginare la deriva. Non è più solamente fare cultura: è un’indispensabile azione di prevenzione. Per l’occasione, abbiamo quindi deciso di invitare un personaggio molto apprezzato e competente, una donna che con le sue capacità e la sua intraprendenza è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primaria importanza in un panorama competitivo e, spesso, maschilista come quello dello spettacolo e dell’informazione: Camila Raznovich”. Camila riporta l’attenzione sull’Italia e su come sarebbe importante affrontare la violenza, o meglio su come prevenirla. “Oltre a tutte le rivoluzioni che invadono la cultura moderna, ci sarebbe bisogno sicuramente anche di un’evoluzione sentimentale. Bisognerebbe ispirare una nuova mentalità, ma un’ ora di educazione sentimentale a scuola è un’utopia” ha detto la Raznovich. “Con i tagli alla cultura e gli studenti di tutto lo Stivale che protestano, possiamo solo puntare sull’educazione famigliare. E qui mi rivolgo soprattutto alle madri: basta coccolare e giustificare sempre i figli maschi”. Condizioni da combattere messe in risalto: l’isolamento, la paura, il senso di colpa atavico femminile. “Per questo anche i rapporti tra famigliari devono cambiare: Basta perbenismo nelle case italiane, intromettiamoci, disturbiamo, litighiamo, cerchiamo un dialogo quando nasce il sospetto di una violenza in famiglia”. “Quando – ha concluso – si parla di crimini contro la donna pensiamo spesso a quelli compiuti da altre etnie, ma dovremmo prima di tutto occuparci di noi avendo un tale numero di vittime in una società civile. E troppo facile guardare nelle case degli altri”. Un giorno d’attenzione non basta ma sicuramente è utile per fare un minimo di educazione.

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