Susanna Bonettini e Giuseppe Megale danno voce a due nuove interpellanze del Pd che riguardano Palazzo di Via Circonvallazione 189 e il futuro centro pasti della zona ex Fratti. I consiglieri hanno introdotto il primo punto: “Con i proprietari residenti e non residenti si era avviato un percorso di acquisizione degli appartamenti e contestualmente era stato avviato uno studio di fattibilità per la costituzione di una STU (società di trasformazione urbana) con lo scopo di coinvolgere proprietari e terzi in un progetto di riqualificazione della zona per abbattere l’immobile. Si era quindi prevista la successiva costruzione in quell’area incrementando i diritti edificatori per rendere l’operazione più vantaggiosa verso eventuali terzi investitori; in alternativa era stata valutata positivamente la possibilità di abbattere e costruire in altra zona. La STU vedeva nel Comune di Sassuolo il principale azionista e quindi il garante del rispetto della finalità: riqualificare la zona a beneficio della città tutta e in particolare del quartiere Braida”. E hanno aggiunto alcune domande alla Giunta che riguardano proprio il futuro dell’immobile e dell’intero quartiere: “Quanti appartamenti ha acquistato il Comune attraverso SGP e che quota millesimale ha a tutt’oggi sull’intero palazzo? Il Comune parteciperà alla costituzione di una società di trasformazione urbana? Come pensa il Sindaco di far prevalere gli interessi collettivi, del quartiere e di tutta la città, rispetto a interessi privatistici che dall’investimento devono, ovviamente, realizzare solo profitto?”. Insomma, Che tipo di intervento è previsto in quella zona e in che tempi? Per quanto riguarda il centro pasti, invece, il Pd ha fatto sapere le specifiche soffermandosi soprattutto sui costi eventuali dell’operazione. “La realizzazione della struttura – spiegano – e la sua gestione è prevista attraverso un projet financing, che prevede, tra l’altro la produzione dei pasti da destinare alle scuole oltre ad un numero considerevole di pasti da collocare sul mercato. Si parla di oltre 2000 pasti giornalieri. Il valore economico dell’intervento è stimato in euro 2.300.000 per l’acquisto del diritto di superficie terreno (essendo il terreno del Comune), la demolizione dell’esistente, la costruzione della nuova struttura, arredamento, attrezzature e spese tecniche; e 16.600.000 euro a carico del Comune quale somma dei corrispettivi netti per la gestione per un periodo di 10 anni per la sola refezione scolastica”. da qui le richieste di precisazione alla Giunta: “Che impatto avrà la movimentazione merci, la fornitura materie prime e la consegna pasti, sul traffico già intenso di via XXVIII settembre, cioè quanti mezzi in più, dedicati a questa funzione, circoleranno sulla via? Che impatto ci sarà nell’aria e nelle fognature e che indice di rumorosità?”. Insomma: “Quali sono le ragioni che hanno spinto l’Amministrazione comunale verso questa scelta, privando il quartiere della opportunità di avere due nuove scuole e non si sia invece prevista la costruzione del nuovo centro pasti in una zona non residenziale e quindi più idonea a sopportare un’ attività produttiva?”.
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