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15 Dicembre 2010

In Consiglio Comunale le prime risposte alle due interpellanze del Pd

Durante il Consiglio Comunale di ieri sera la Giunta ha risposto alle interpellanze avanzate dal Pd qualche giorno fa sul centro pasti dell’area ex Fratti e sulle sorti del palazzo di via Circonvallazione 189. Per quanto riguarda il primo punto è stata Susanna Bonettini ad avanzare le domande: “Chiedo come è stato possibile modificare d’ufficio il Poc che prevedeva nell’area ex Fratti la costruzione di una scuola, passando a una destinazione servizi a una generica, che impatto avrà questa struttura. Quanti mezzi in più porterà in zona, quali i livelli di rumorosità e di inquinamento da fumi e da scarichi fognari. Infine chiedo il perché di questa scelta, se non era possibile fare altrettanto in zona non residenziale”. Ha risposto l’assessore alla pubblica istruzione Orienti: “Non è vero, ha detto, che la notizia è apparsa solo sui giornali, il progetto è stato da me illustrato in commissione. La previsione è di 2mila pasti di cui 1400 sono per le nostre scuole e gli altri destinati con ogni probabilità ad altre scuole fuori città, quindi non esiste una ventilata produzione industriale. L’altezza massima prevista è di 8 metri. Preciso che l’incontro con gli abitanti, richiesto, si svolgerà dopo le vacanze natalizie , intorno al 10 gennaio e lì forniremo tutti i chiarimenti e le rassicurazioni per un progetto in cui crediamo molto e che si è reso necessario per la necessità indicata dalle autorità sanitarie di compiere lavori di adeguamento, anche piuttosto costosi, nelle mense già esistenti. Abbiamo perciò ritenuto opportuno creare questa struttura. La destinazione d’uso dell’area a cui si fa riferimento era inclusa nel Rue (Regolamento urbanistico edilizio) e non nel Poc. La variante ha recepito l’indicazione del dirigente tecnico e ha destinato l’area a strutture di interesse collettivo, quale va intesa un centro pasti comunale. In questi limiti è quindi possibile la variante d’ufficio al documento. L’attività principale sarà fornire pasti alle mense scolastiche, quindi rientra nelle strutture di interesse collettivo, compatibili con l’area. Il progetto ha previsto tutte le problematiche relative all’impatto ambientale. La produzione è per i soli pasti scolastici di mezzogiorno, solo nei giorni feriali e nel periodo scolastico. Sostituisce cucine già esistenti in zona. Fra l’altro nel prossimo futuro smetterà anche la produzione pasti del centro mensa La Rocca già esistente in zona, che arrivava a 2500 pasti al giorno senza suscitare lamentele. I mezzi per il trasporto dei pasti sono 5 a metano, basse emissioni inquinanti, prima se ne usavano due a gasolio. Il piano consegne prevede da 5 a 7 trasporti a settimana più tre a settimana per i prodotti da forno. L’impatto di frigoriferi, ventilatori verrà limitato con contenimento acustico ed è comunque assimilabile a quello di un insediamento abitativo di 60-80 unità, compatibile con una zona residenziale. Le emissioni saranno nei parametri e i menù prodotti sono di tipo sano e dietetico, escluse quindi fritture e altre produzioni con odori forti. Inoltre la struttura dovrebbe avere un impianto di cogenerazione e massimo risparmio energetico. In attesa dell’aggiudicazione definitiva dell’opera la ditta vincitrice produrrà i pasti nelle mense attuali, Sant’Agostino, San Carlo e due nidi comunali”. Susanna Bonettini si è dichiarata insoddisfatta della risposta: “Ci sono forti cali nella refezione scolastica con la crisi – ha sottolineato – e quindi anche il numero di duemila pasti andrebbe forse rivisto. Non credo che l’azienda incaricata produrrà solo 600 pasti per il mercato, l’investimento è consistente e richiede profitto. Più in generale ritengo scellerata la scelta della zona e della priorità per l’amministrazione, che con tanti progetti fermi da anni ritiene di dover realizzare per prima quest’opera. C’erano tante zone non residenziali da usare per questo scopo, così si toglie a Braida l’ultima opportunità di riqualificazione”. E proprio a Braida si trova il palazzo di via Circonvallazione 189, argomento dell’altra interpellanza. Sempre Susanna Bonettini ha chiesto i progetti in corso su questa struttura, ricordando che dopo lo sgombero la precedente amministrazione era andata alla costituzione di una Società di trasformazione urbana (Stu), che aveva come scopo la riqualificazione dell’area, con la ristrutturazione dell’immobile oppure il suo abbattimento. Ha risposto l’assessore al bilancio Paolo Vincenzi: “ La precedente amministrazione aveva creato solo la Stu, senza un progetto. Ad oggi non abbiamo acquisito alcuna quota millesimale, approfondiremo varie ipotesi tra cui anche la Stu e se risultasse conveniente il Comune si impegnerà. I nomi delle aziende in trattativa non li facciamo per necessaria riservatezza e gli interessi verranno salvaguardati attraverso un controllo e un’attenta mediazione da parte dell’amministrazione su qualunque soluzione verrà intrapresa”. Susanna Bonettini si è dichiarata non soddisfatta. “Non è chiaro – ha detto – quale sia oggi il progetto di quest’area. Dallo sgombero, chiusura, creazione della Stu, non è stato fatto alcun passo avanti. Faremo altre interrogazioni e sottolineiamo che neanche questa pare una priorità per l’amministrazione, che invece la attribuisce a un centro pasti. A Braida molto è stato fatto nell’ambito dell’ordine pubblico, ma nessun movimento sulla riqualificazione urbanistica”.

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