E’ attesa in queste ore la lettura del dispositivo della sentenza da parte del giudice Federico Maria Meriggi, che a quasi due anni dall’omicidio di san Michele dei Mucchietti metterà fine al processo, con rito abbreviato, di primo grado a Marco Manzini. L’uomo ha confessato di aver ucciso la moglie a colpi di pietra con la quale era in crisi. Manzini aveva poi tentato di inscenare un suicidio ma i carabinieri di Sassuolo lo incastrarono grazie alle tracce di sangue. Per lui il pm Pasquale Mazze ha chiesto 30 anni di carcere, con l’accusa di di omicidio premeditato aggravato e di occultamento di cadavere. Il dibattito tra accusa e difesa è acceso ed è tutto incentrato sulla sanità mentale dell’imputato. La difesa da sempre si è opposta alle accuse ribadendo che Manzini avrebbe ucciso durante una sorta di “cortocircuito” mentale dovuto a una situazione psicologica precaria causata dalla crisi coniugale. La perizia psichiatrica effettuata dal medico super partes incaricato dal giudice, però, conferma la capacità di intendere e volere dell’uomo. Ora non resta che attendere la decisione del Giudice.
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