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5 Gennaio 2011

Befana: i ricordi degli anziani

“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte”. Questa è il ritornello che i bambini ripetono tutti gli anni in occasione del 6 gennaio, la festa dell’Epifania. I bambini, con tanta impazienza, nell’ultimo giorno delle feste di Natale, aspettavano il regalo che hanno sognato tutto l’anno. Oggi, però, i ragazzi sono pieni di regali. Nel passato,cioè 60 o 70 anni fa, non sognavano i giocattoli, ma qualcosa per potere mangiare perchè la miseria era veramente tanta. A proposito delle Epifanie passate, abbiamo sentito alcuni frequentatori del circolo “Tassi. “Avevo nove fratelli – ha detto Celide Toni, la vicepres- dente del circolo – e mia madre dentro la calza, che collocava davanti al caminetto, ci metteva dentro mandarini, caramelle e carbone “vero”. Da bambina abitavo a Montebaranzone, e allora eravamo veramente felici, nonostante la povertà. Oltre alla calza, il 6 gennaio io e la mia famiglia andavamo in chiesa dove cantavo e aspet- tavo l’arrivo dei Re Magi”. “Anche io – ha aggiunto Beatrice Cappelletti – il 6 gennaio ricevevo dolci e frutta, perchè in famiglia eravamo in sette e vi era tanta miseria. Mi ricordo, che aspettavo con impazienza l’arrivo della famosa vecchietta per vedere se c’era qualche cosa in più da mangiare”. Il giorno dell’Epifania, così come è ora, non è solo carat- terizzata dai regali, ma anche dalle funzioni religiose in chiesa. “Oltre ad andare a messa – ha continuato Ebe Paganelli, che da bambina abitava a Varana – da ragazzina andavo a ballare in un locale dove c’era una persona che, oltre a lavorare come contadino, di sera suonava la fisarmonica. Oppure si andava in una piazza dove c’era chi ballava e quelli che si divertivano a vedere ballare gli altri”. “Anche io – ha concluso Maria Costanzini – da ragazza il 6 gennaio mi divertivo a ballare nei circoli perchè senza il ballo ero “morta”. Poi alla sera con gli amici in casa ci divertivamo a fare due risate e giocavamo a nascondino”.

Articolo di Giovanna Frigieri

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