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17 Gennaio 2011

L’Imam: “Perché il Comune si preoccupa della sicurezza e ci lascia a pregare per strada?”

Sabato l’Imam Tarek Youseff ha tenuto un intervento prima in arabo e poi in italiano ai 1.500 manifestanti per un luogo di culto islamico assiepati in piazzale Roverella. “L’amministrazione insiste sulla sicurezza. Allora perché lascia tutti questi cittadini celebrare il loro culto in mezzo alla strada senza garantire loro un tetto, senza lasciare manifestare la loro religiosità come prevede la Costituzione?”. Il religioso aveva iniziato il discorso ricordando che la comunità musulmana di Sassuolo ha delle radici profonde che arrivano ad oltre vent’anni di presenza sul territorio. “Il ciclo della vita impone di svilupparsi – ha detto – non di retrocedere. Dopo che ci siamo sentiti di far parte della società civile, partecipando con le nostre attività culturali sul territorio e più volte abbiamo aperto le porte delle nostre sedi a tutta la cittadinanza, al prefetto, al vescovo, al sindaco e a tutti, oggi per una manciata di voti ci usano come cavallo di battaglia per sottrarsi dalle nostre sedi ed esiliarci fuori Sassuolo. E pretendono di rispettare la Costitutzione italiana, i diritti delle minoranze o i diritti dell’uomo, qualificandoci come terroristi o integralisti o islamici per avere il consenso dell’opinione pubblica e legittimare i loro comportamenti”. “La nostra non ci pare una richiesta impegnativa, nemmeno a livello economico – ha concluso – noi non desideriamo altro che di lasciarci insediare regolarmente a nostre spese”.

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