Sonia Pistoni, segretaria del Pd di Sassuolo, commenta la manifestazione di sabato scorso promossa dalla comunità islamica per sollecitare la concessione di uno spazio di preghiera. Ecco la sua dichiarazione. «Finalmente anche Sassuolo dice la sua: sabato scorso la città si è finalmente risvegliata da un lungo torpore che la vedeva succube delle paure che la giunta Caselli continua ad alimentare come unico modo per garantirsi il consenso. Reggendo cartelli che portavano impressi gli articoli fondamentali della Costituzione, i manifestanti hanno sfilato per il centro storico chiedendo di veder rispettati i loro diritti. E stando soltanto alle presenze, coloro che sostengono la necessità di trovare lo spazio per costruire un luogo di culto per i fedeli musulmani sono almeno tre volte più numerosi di chi condivide la posizione xenofoba della Lega. In secondo luogo, la forza della manifestazione si è espressa chiaramente nel suo pacifismo: nonostante qualcuno auspicasse il contrario non ci sono stati disordini; e seppure la rabbia e la delusione nei confronti di un Sindaco che firma accordi sapendo di non poterli mantenere fossero evidenti, il corteo è stato pacifico e ordinato. In piazza c’erano anche i sindacati, finalmente uniti, attenti a non cadere nella trappola della divisione alimentata dalla destra. Nel suo complesso è stata una giornata di svolta, e il Pd di Sassuolo ne è consapevole: ancora una volta, dichiariamo di essere solidali, in osservazione della Costituzione, per garantire a tutti la libertà religiosa. Sappiamo bene che il Comune, nel rispetto delle sue prerogative di laicità, non può e non deve farsi carico della costruzione di una moschea o di altre strutture religiose, e nemmeno lo chiediamo. Ma siamo altresì consapevoli che la città non può più accettare che ci siano decine di persone costrette a pregare all’aperto da anni, qualsiasi sia il credo che professano. L’unica soluzione, lo ripetiamo da sempre, è il dialogo civile, senza inutili prese di posizione che danneggiano i cittadini e provocano insoddisfazione e frustrazione. Nella speranza che la Giunta di Sassuolo voglia finalmente entrare nel merito dei problemi, auspichiamo che si apra immediatamente un tavolo di confronto tra le forze politiche (di maggioranza e di opposizione) e i fedeli musulmani per cercare insieme la soluzione migliore a un problema che prima di essere etichettato come “di sicurezza” è anzitutto una questione di civiltà».
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