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19 Gennaio 2011

Gabriele Canotti al Rotary sui problemi dell’Italia

“In Italia le condizioni per la crescita sono sempre le stesse da oltre vent’anni”. Ha esordito con queste parole Gabriele Canotti, noto manager ceramico sassolese, intervenendo come relatore ad una conviviale del Rotary Club di Sassuolo – del quale è vice presidente – presso il ristorante Cavallino di Maranello. Canotti, nella sua esposizione, è partito dal libro “Le nuove frontiere della produttività: la flessibilità totale” di Corrado Paracone e Franco Uberto, edito alla fine degli anni Ottanta, nel quale sono riportati concetti che, letti alla luce della situazione congiunturale italiana, sono più attuali che mai. Nella prospettiva di una Europa destinata a diventare una “star” come l’Asia rampante, l’Italia non poteva restare ferma, anche se già all’epoca presentava debolezze strutturali che la rendevano fragile. Per quanto riguarda le imprese e il loro management, i principali obiettivi erano l’incremento di produttività abbinato ad una certa stabilità nella qualità con un crescente contenimento dei costi di produzione. Oggi più che mai il sistema industriale italiano si confronta con le stesse tematiche. Ora, come allora, la scuola deve aggiornare i contenuti accentuando il rigore scientifico e metodologico, anche nella formazione dei docenti e siccome i profili professionali si modificano con grande rapidità, è sbagliato chiedere alla scuola di formare figure specializzate In sintesi, l’attenzione delle imprese deve favorire la trasformazione della cultura manageriale tradizionale in una cultura di leadership e alla costante formazione dei lavoratori. Se 25 anni fa c’erano gli stessi problemi di oggi, significa che da allora non è stato fatto nulla; colpa di un immobilismo strutturale del nostro sistema paese che impedisce di uscire dal pantano nel quale tutti siamo intrappolati. La politica e la classe dirigente del nostro paese non ha saputo dare risposte efficaci per seguire il cambiamento che avveniva intorno a noi. Le vie d’uscita? I giovani: solo investendo su di loro, nella formazione, nella cultura e nella ricerca riusciremo a dare un futuro meno buio al nostro paese.

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