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22 Gennaio 2011

Moschea: le linee di pensiero delle parti

Negli ultimi tempi, senza ombra di dubbio, il tema della costruzione di una moschea a Sassuolo sta occupando gran parte dell’informazione locale (e non solo). Il problema territoriale altro non è che lo specchio di una situazione che si sta affrontando in molte nazioni europee e, con toni più o meno accesi, vede il sorgere di difficoltà comuni ad ogni realtà. In questi giorni diverse personalità – coinvolte più o meno direttamente – hanno avuto nuovamente la possibilità di ribadire concetti già espressi in precedenza o i manifestare nuove opinioni. Ieri un dibattito serale in tv. «Sono mesi che ormai preghiamo nel parcheggio di via Regina Pacis – afferma Hicham Farchak, presidente dell’associazione Al Huda – e spero che l’amministrazione capisca il nostro disaggio. Ho sentito che vogliono spendere 600 mila euro per un progetto a favore dei cani: noi siamo uomini e non cani. Se il Sindaco venisse qui non starebbe neanche un minuto! Non vogliamo una moschea, vogliamo solo un luogo di culto, un centro culturale. Loro chiudono tutte le porte, però dicono che c’è dialogo». In questa situazione, sono molti coloro che accusano di scarsa sicurezza all’interno dei luoghi di culto islamici. A tali accuse risponde sempre lo stesso Hicham Farchak: «Ho fatto una proposta seria in tal senso. Possiamo istituire, col compito di vigilare, un comitato di sicurezza composto da due dei nostri e da due persone del Comune o della Questura». Infine, parlando del futuro prossimo il presidente di Al Huda conclude: «Dopo l’ultima manifestazione non ci fermiamo. Stiamo cercando una nuova maniera di protestare: o davanti al Comune o un’altra manifestazione. La Legge ci permette di fare tante cose e io seguo la Legge». Il Sindaco Luca Caselli, invece, ha colto l’occasione per sottolineare nuovamente concetti già espressi in precedenza, a testimonianza della linea di coerenza scelta dal Governo cittadino. «Noi – afferma il Primo Cittadino sassolese – abbiamo fatto un patto con gli elettori. Prima di essere eletti abbiamo promesso che non avremmo costruito nuovi luoghi di culto e così sarà! Inoltre, sono stanco di vedere scuole che fanno recite su Pinocchio a Natale per non urtare bambini di religione diversa e di vedere il prosciutto tolto dalle mense perche non lo possono mangiare. Noi rispettiamo tutti, ma tutti rispettino noi! Perché queste persone non vanno a pregare in via Cavour? Perché non vanno d’accordo tra loro e quindi vogliono fare due moschee a Sassuolo. Non possono prendere la macchina e andare a Modena a pregare nell’ampia moschea esistente così come io vado fino al Braglia per vedere la partita?». Interessante anche la provocazione lanciata da Caselli: «Sono alla ricerca di persone coerenti! I benpensanti sono tanti, quindi chiedo a quanti sono benpensanti di scrivermi e, se vogliono, gli faccio la moschea accanto al giardino di casa loro». Nel frattempo, il Sindaco di Sassuolo ha inviato una lettera ai sindaci di Casalgrande, di Castellarano, di Formigine, di Maranello, di Fiorano e di Modena per chiedere un tavolo politico al fine di stabilire se esiste la possibilità di fare un luogo di culto per gli Islamici. I due comuni del Reggiamo hanno già risposto, così come ha fatto Formigine per mezzo stampa. Invece, per quanto concerne il Capoluogo, l’Assessore Francesca Maletti, durante un intervista televisiva, ha affermato: «Il Comune di Modena parteciperà a questo tavolo su richiesta del Sindaco Caselli, ma credo che non possa essere Modena a risolvere la situazione, perché già risponde a diverse esigenze su un bacino provinciale ». Infine, don Carlo Lamecchi, Parroco di Rometta, rinnova il suo invito alla tolleranza: «Credo che sia nei loro diritti poter avere un luogo dove pregare. Lo abbiamo affermato anche in un documento indirizzato ai nostri Cristiani. Esiste anche un rapporto di fratellanza tra noi, Ebrei e Islamici, avendo una radice comune in Abramo. Davanti a queste situazioni, i Cristiani devono aprire i loro cuori e le loro menti».

Articolo di Simon Pietro De Liso

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