Il PDL cittadino ha organizzato questo pomeriggio nella propria sede una conferenza stampa per fare il punto della situazione su quanto avvenuto in questi giorni a causa del concerto sassolese della Compagni dell’Anello. Diversi i rappresentanti sia locali che nazionali che sono intervenuti. “È una polemica inutile – spiega l’Onorevole Francesco Biava – perché stiamo parlando di un gruppo musicale degli anni Settanta nei cui testi non vi è alcun riferimento al fascismo o al nazismo. Basti pensare che 5 anni fa la regione Veneto, in occasione del Giorno del Ricordo, inviò ai propri studenti un cofanetto contente una bandiera italiana, un libro sulle Foibe e un cd contenente alcune musiche della Compagnia dell’Anello. Stiamo vivendo in un clima avvelenato, così come si è potuto vedere mentre eravamo in Parlamento ad approvare la Riforma Gelmini. È ora che il PD, l’IDV e l’ANPI prendano la distanza da questo tipo di persone. Tutte le forze politiche civile del Paese devono fare quadrato e opporsi a questa situazione. Faccio un appello proprio alla sinistra sassolese: dissociatevi pubblicamente da questi elementi”. “Trovo incredibile – afferma Michele Barcaiuolo, Consigliere comunale di Modena – che nel 2011 qualcuno voglia trovare lo scontro a causa di un concerto. È un gruppo nei cui testi non si riscontra nulla di ciò che dicono coloro che polemizzano. Certo questi musicisti appartengono per tradizione alla corrente politica di centro-destra, ma ciò non può impedirgli di svolgere un concerto in una città civile. In ogni caso, qualcuno è riuscito a fare disinformazione. Ora devono prendersi le loro responsabilità e chiedere scusa. Le scritte che inneggiano alle Foibe devono avere la stessa condanna di quando si nega la Shoa” “I fatti di stanotte – dice Ugo Liberi, Capogruppo del PDL di Sassuolo – sono incresciosi. Questo testimonia del clima d’odio alimentata dalla Sinistra. Dicono che abbiamo limitato la libertà di espressione, mentre sono loro a limitarla”. La conferenza è stata anche l’occasione per rispondere alle affermazioni fatte dalla famiglia Bertoli in questi ultimi giorni. “Voglio dire ai parenti di Bertoli – dichiara l’Onorevole Biava – che pur rispettandoli devono capire che la buona musica si può ascoltare a prescindere dall’orientamento politico di chi la fa. Stiamo in questo modo tornando indietro di parecchi anni”. “Noi – conclude invece Liberi – non accettiamo lezioni di democrazia dagli eredi di un musicista a cui abbiamo intitolato un Auditorium. Loro non sono i proprietari di questa struttura. Se noi avessimo usato la loro democrazia non avremmo dovuto intitolare a Bertoli l’Auditorium. Questa non è democrazia, ma dittatura”.
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