Si è svolta stamattina al teatro Carani la giornata di studio sul tema: “Tra globalizzazione, innovazione, ristrutturazione e razionalizzazione: quale futuro per l’economia di Sassuolo”. Organizzata dall’istituto Baggi, ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti del mondo politico ed economico della nostra zona: Luca Caselli, sindaco del nostro Comune, Roberto Cavalieri, preside del Baggi, Antonio Orienti, assessore alla pubblica istruzione, Claudio Casolari, assessore al marketing territoriale e alla ceramica, Francesco Bergomi, rappresentante di Confindustria Ceramica, Franco Rubbiani, rappresentante di Lapam, Francesco Stagi, rappresentante del Cna, e Cristiano Canotti, consulente aziendale. Moderatore dell’incontro, lo studente Pietro Sassi. Dopo i saluti iniziali del sindaco, Antonio Orienti ha subito centrato il problema fondamentale: Sassuolo non è più l’unico centro della ceramica mondiale. Questa situazione, però, non deve bloccarci, infatti esistono altre risorse su cui investire. Casolari, invece, ha messo in luce alcuni elementi focali. «I nostri punti di forza – ha affermato l’Assessore – sono il made in Italy e il design ceramico. Su questi occorre puntare. Inoltre, ci sono nuove importanti aree di sviluppo verso cui indirizzarsi: le energie rinnovabili, il commercio elettronico e il recupero territoriale. Non possiamo più contare sulla quantità, ma occorre ricercare la qualità, infatti, sebbene ci sarà una diminuzione della produzione, dobbiamo imparare a fare meglio il meno, senza perdere posti di lavoro». Francesco Bergomi, dal canto suo, ha colto l’occasione per presentare i progetti di Confindustria Ceramica per il nostro territorio. «Da diversi anni – ha detto – organizziamo attività extracurriculari con le scuole. Quando individuiamo un bisogno, costruiamo su questo dei corsi pomeridiani e degli stage estivi. Così facendo, diamo agli studenti un’anteprima del mondo industriale, sperando di evitare la fuga dei cervelli». «La crisi – ha spiegato l’esponente di Lapam Francesco Rubbiani – c’è stata davvero. Dobbiamo puntare tutto sul made in Italy, sulla qualità e sull’export, anche se vanno declinati in modo diverso rispetto al passato. Le fasce alte del mercato ricercano ancora i nostri prodotti». I lavori sono terminati con l’intervento di Cristiano Canotti. «Bisogna assolutamente studiare – ha detto – perché senza non si va avanti. La concorrenza oggi è molto maggiore, ma dobbiamo fare come i protagonisti della storiella del leone e della gazzella: correre veloci, perché siamo noi a doverci garantire il pane. Oggi nessuna azienda può garantire il posto per sempre e nessuno può pensare di riuscire a fare lo stesso mestiere a vita. Ecco allora che dobbiamo adattarci».
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