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13 Maggio 2011

Il nucleare visto “Concretamente”

Sala Biasin piena, ieri sera, per l’incontro sul nucleare organizzato dall’associazione “Concretamente Sassuolo”. La nutrita presenza di partecipanti è la dimostrazione di quanto il tema, che dovrebbe essere oggetto di un prossimo referendum, sia sentito soprattutto dopo l’incidente nucleare di Fukushima. A sostenere le ragioni dei “nuclearisti” c’era Giulio Bettanini, ingegnere esperto di sistemi energetici e componente del Forum nucleare. A sostenere le ragioni di chi vuole rinunciare al programma atomico italiano invece il professor Luca Pazzi dell’Università di Modena e Reggio, esperto di sistemi informatici e automatizzazioni complesse. Da un lato l’igegner Bettanini ha fatto presente le necessità energetiche crescenti del mondo e la necessità di riequilibrare le fonti, includendo anche le rinnovabili ma non rinunciando al nucleare, poco costoso rispetto, per esempio, al gas naturale che è la principale fonte attualmente usata in Italia e la più cara (il che incide molto sulle nostre bollette). Bettanini ha anche spiegato nel dettaglio ciò che magari non molti conoscono, vale a dire l’effettivo funzionamento della centrale nucleare, il sistema, i rischi, le scorie. E si è anche soffermato sugli incidenti di Chernobyl e Fukushima, non negandoli ma producendo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle Nazioni Unite, che senza sottovalutarli, danno la giusta misura di questi disastri, soprattutto in contrasto al passaparola che alimenta miti e timori. Il professor Luca Pazzi invece ha impostato la sua analisi soprattutto sul concetto di sicurezza, dimostrando da esperto del settore (nonchè da scienziato che in passato ha anche sostenuto il nucleare) che la sicurezza totale non esiste, che la moltiplicazione dei sistemi di sicurezza, la sofisticazione dei software si scontra comunque con numerose variabili che non possono essere tenute sotto controllo, dall’abitudine all’invecchiamento delle strutture, dai comportamenti umani agli interessi collegati al settore energia. In più ha spiegato come, rispetto a tutti gli altri sistemi energetici utilizzati, che pure sono soggetti a errori, rotture, disastri (basti pensare al caso Bp), il nucleare parta dalla posizione opposta: mentre negli altri casi un sistema sotto controllo a volte va in crisi, nel caso delle centrali si alimenta una reazione critica che deve essere tenuta costantemente sotto controllo. “E’ come – ha detto – un’esplosione nucleare al rallentatore, tenuta in vita per 60 anni. E’ la gestione costante di un sistema d’emergenza”.

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