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21 Giugno 2011

Giornata Mondiale della Gioventù 2011: parla don Goccini

“Fondati e radicati in cristo, saldi nella fede”. E’ questo il tema della GMG 2011 che si terrà in agosto a Madrid a cui parteciperanno gran parte dei giovani delle parrocchie cattoliche di tutto il mondo. Si è svolto l’incontro tra i giovani di Sassuolo e don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Reggio Emilia, presso la Parrocchia della Consolata. Le domande hanno toccato prima di tutto il tema della GMG: “Fondati e radicati in Cristo, saldi nella fede”, ideato da papa Benedetto XVI. Un modo diverso di parlare ai giovani rispetto a Giovanni Paolo II, secondo il parere di Don Giordano, il quale ritiene la scelta tema molto autobiografico. “E’ in contrasto con gli slogan di papa Giovanni Paolo II – dice – a cui eravamo abituati, che risultavano più dinamici, aperti, davano l’idea di dover “prendere su tutto” e partire. Penso comunque che abbia colpito nel segno, che abbia centrato in pieno le esigenze dei ragazzi moderni. Infatti la caratteristica principale dei giovani di oggi è che sono troppo liberi, vedono il futuro come una prateria sconfinata senza recinti e hanno bisogno di un punto stabile, una roccia su cui fondarsi, da noi cristiani riconosciuta in Dio”. Da questo sorge spontanea la domanda sull’utilità della Giornata Mondiale della Gioventù, è un modo per toccare con mano la propria fede? Don Giordano risponde precisando che, “questa avventura sarà un incontro su tre livelli”. Dove, prima di tutto avviene l’incontro con gli altri giovani. Infatti è impossibile andare alla GMG senza essere contagiato da quel clima così diverso, che fa leggeri tutti i problemi che si possono riscontrare in un evento così esteso. “Quest’incontro – aggiunge – è proprio il “cuore” della GMG e non dipende dal Papa in carica: molti pensavano infatti che, una volta morto Papa Giovanni Paolo II, la sua forza si sarebbe indebolita, ma non è stato così. Anzi, ci sono quasi più giovani quest’anno a Madrid che quando c’era lui, proprio perché il potere della GMG non dipende dal Pontefice ma dai giovani.” Il secondo livello di incontro che si ha la possibilità di vivere è quello con il Papa e, di conseguenza, con la Chiesa, che in quest’occasione prende una nuova immagine: passa dall’essere vista dai ragazzi come una palla al piede, a figura di una comunità che “si impolvera”, cammina insieme ai giovani anche nelle difficoltà. E l’ultimo livello di incontro è quello personale con Dio, ma per viverlo intensamente bisogna saper dare spazio al silenzio e compiere un sentiero individuale di dialogo con il Signore”. Il dibattito si è concluso poi con un riferimento alla situazione odierna dei giovani, al loro coinvolgimento nella società moderna e alla necessità sempre più forte che hanno i ragazzi di trovare qualcosa in cui credere, nonostante la precarietà che li circonda. A questo quesito, Don Giordano ha risposto con dettagli importanti. “La nuova generazione ha tutte le possibilità che le generazioni precedenti hanno sognato di dare ai propri figli. I giovani hanno tutte le porte aperte, però non sanno cosa fare perché nessuno gli ha ancora detto: “qua c’è bisogno di te”. Bisogna stare molto attenti a giocare con il futuro dei ragazzi dicendo semplicemente: “inventati un futuro”. Non si può pretendere che, dopo che sono stati abituati ad avere “tutto pronto”, improvvisamente siano in grado di costruirsi da capo una carriera, una famiglia. I giovani non sono abituati a “sparecchiare” la mente e “riapparecchiarla” in modo creativo; hanno bisogno di una società che li chiami a sconvolgerla e trasformarla in una nuova e completamente diversa, senza prendere i problemi come leggi fisiche, nel senso che ci sono, sono così, e nessuno le può cambiare”. Quindi una società che anziché dire ai giovani cosa devono o non devono fare, sia in grado di coinvolgerli nella vita quotidiana, perché si possano sentire parte di qualcosa e non solo l’ultimo anello di una catena che hanno costruito per loro i nonni e i genitori.

Articolo di Emilia Levizzani e Silvia Bandini

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