A seguito della determinazione dirigenziale n. 590 del 28/07/2011 riguardante l’erogazione alla Chiesa Cattolica della quota di oneri di urbanizzazione secondaria, nonché dell’opportuno richiamo del PSsisassolese, volevo puntualizzare le origini di tali elargizioni e del mio conseguente dissenso. Il Testo coordinato risultante dalle deliberazioni del Consiglio Regionale, ultima delle quali la 849/98, fissa al 7% degli U2 (oneri di urbanizzazione secondaria) la quota spettante alle Chiese e agli altri edifici per servizi religiosi. Nell’ambito di questo 7%, il Consiglio Comunale di Sassuolo, nella seduta del 7 settembre 1993 (all’occasione abbandonata dal solo socialista Riccardo Prini), ha stabilito un’ulteriore ripartizione (delibera n. 173): Il 92% della somma è destinato alle Parrocchie, enti o istituti religiosi di culto cattolico aventi diritto, esistenti nel territorio comunale di Sassuolo; Il restante 8% è destinato agli altri enti, istituti o rappresentanti di altre confessioni religiose presenti sul territorio comunale con edificio di culto od altra attività riconducibile a quanto disposto dal Consiglio Regionale, subordinate alla presenza e vigenza di atto normativo che regoli i rapporti tra Stato italiano e confessione religiosa (concordato, intesa, ecc.). Stando sempre alla delibera 173/93, ogni somma è corrisposta a fronte della presentazione di una formale richiesta, e qualora i potenziali beneficiari della quota di cui all’8% non si facessero avanti, il 92% spettante alla Chiesa Cattolica è elevato al 100%. Tralasciando il contenuto illiberale del deliberato dal Consiglio Comunale di Sassuolo, il quale fissa arbitrariamente una quota senza fare riferimento ad un indicatore della preferenza del culto sul territorio (ad esempio le firme dell’8 per mille), la questione davvero degna di nota, e da sottoporre a revisione, è la normativa regionale e l’esistenza di una quota di oneri di urbanizzazione da destinare agli edifici del culto. Poiché laicità non significa sostenere la più ampia pluralità delle confessioni, bensì l’assenza di affezione, soprattutto economica, fra cosa pubblica e le religioni tutte, sostengo e propongo al Partito Socialista (che si è fatto pioniere della questione) e a tutte le altre realtà laiche, di farsi promotori in Regione di una nuova formulazione dell’impiego degli oneri di urbanizzazione secondaria, che vada a destinare a diverso utilizzo la quota del 7% spettante alle religioni.
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