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23 Settembre 2011

Il Gruppo Kale investe sui marchi Edilcuoghi e Edilgres; la presentazione a Cersaie

Si è presentato oggi, con una conferenza stampa all’interno del Cersaie, il Gruppo Kale che il 2 ottobre finirà l’iter di acquisizione di Fincuoghi e Edilcuoghi. L’azienda, leader in Turchia in tutto il settore della ceramica ha anticipato le sue strategie di ampliamento che coinvolgeranno i marchi italiani. Come spiegato dalla presidente e CEO Zeynep Bodur Okyay, il Gruppo Kale realizza il 22% della produzione della Turchia , con una quota di mercato interno del 25%, mentre rappresenta il 20% delle esportazioni. Ha sede amministrativa a Istanbul e opera in 14 siti produttivi in Turchia ed uno in Russia; ha un fatturato di 700 milioni di dollari (questo il risultato del 2010) ed ha l’obiettivo di una crescita del 15% nei prossimi anni. Esporta in 100 paesi, principalmente in Unione Europea (50%), in Medio Oriente (20%), in Nord America (10%) e in altri paesi per il 20%. “Stiamo puntando molto sulla produzione di servizi innovativi e sull’internazionalizzazione – ha continuato – l’acquisizione di Edilcuoghi ed Edilgres è un passo importante in questa strategia. Abbiamo scelto quei marchi perché sono brand storici, molto forti e consolidati sul mercato; contengono innovazione, esperienza e forte sviluppo tecnologico. Si tratta di un investimento nell’ottica di uno sviluppo, aggiungono un importante valore al nostro gruppo,. Per Kale Italia abbiamo previsto un investimento totale di 25 milioni di euro in 5 anni, aspiriamo ad un aumento ulteriore del fatturato pari a 70 milioni di euro, ad un incremento del nostro fatturato del 25% e delle vendite del 100%. Vogliamo dare un forte impulso a questi marchi, nella collocazione del mercato in cui operano. Credo che questa acquisizione sia un modello da seguire”. Gli stabilimenti acquisiti in Italia hanno ripreso già ad agosto la produzione; secondo quanto pianificato dal Gruppo Kale produrranno a Fiorano e Borgotaro l’80/85% dei prodotti, mentre i prodotti per cui mancano le tecnologie, su cui si investirà nel prossimo futuro, saranno prodotti in Turchia.

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