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12 Ottobre 2011

Trasporto pubblico: Sassuolo dice “no” a SETA

Con i voti favorevoli di PDL, Lega Nord, Gruppo misto, del Sindaco e del Consigliere Anselmi, ed i voti contrari di PD ed IDV, il Consiglio comunale di Sassuolo ha approvato, nella seduta serale di martedì 11 ottobre, la delibera con la quale viene deciso di non approvare l’operazione di aggregazione dei soggetti affidatari del servizio di trasporto pubblico locale operanti nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza funzionale alla creazione della nuova società SETA s.p.a. L’approvazione della delibera da mandato al Sindaco di intervenire nelle riunioni assembleari relative all’aggregazione, per rappresentare la posizione ed il voto contrario del Comune di Sassuolo. «Purtroppo – spiega l’Assessore comunale con delega alla mobilità, Claudia Severi – ad oggi, su questa aggregazione, non c’è stata né chiarezza e neppure ci sono state fornite adeguate garanzie su tanti e fondamentali aspetti. Primo tra tutti quello della riduzione dei servizi minimi, che vedrebbero, per la nostre provincia, la perdita di 650 mila chilometri all’anno. Nessuna chiarezza poi sul futuro dei lavoratori, su quello dell’Agenzia della Mobilità, sulle ricadute negative su un territorio come Sassuolo. Perché non aspettare almeno di coinvolgere nella fusione anche il bacino di Parma, che ora non ha aderito, dando così vita ad un aggregazione sulla quale peserà una discontinuità geografica e territoriale? Con quale logica si è deciso di fare confluire ATCM, che nel 2011 potrebbe avere il bilancio in pareggio, in una società che nei prossimi anni andrà certamente in passivo? Perché regalare forza al socio privato che rappresenta oggi il 49% di ATCM e che domani, senza sborsare un euro, avrebbe il 42% di Seta? Una società di questo tipo rafforzerebbe inoltre un regime di monopolio anche nel settore del trasporto pubblico che eliminerebbe definitivamente la possibilità di aziende private di concorrere con il pubblico nella gestione del servizio. Ci sono tante ragioni e perplessità che ci spingono a dire no e nessuna ragione, per dire si». Fortemente critiche le forze di opposizione. Il Consigliere PD Antonio Caselli si è detto «stupito della decisione incoerente della maggioranza che rappresenta il comune capo distretto, di dire no ad un’aggregazione che va nella direzione di mettere un tappo alla spesa pubblica e quindi adeguata alla necessità di razionalizzare la spesa, soprattutto alla luce dei pesanti tagli del governo. Invece di dire no, la maggioranza dovrebbe esporre la sua idea sul come gestire la mobilità pubblica».

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