A seguito del comunicato dei Giovani Democratici del Distretto Ceramico, lo staff dell’Ozu Film Festival rilascia la seguente nota ufficiale sul coinvolgimento delle scuole sassolesi nella kermesse: «Il recente invito dei Giovani Democratici del distretto ceramico agli amministratori sassolesi per un maggior impegno nel coinvolgere gli istituti superiori nell’Ozu Film Festival, porta ad alcune semplici ma chiare riflessioni oltre che a qualche precisazione importante. Come Staff dell’Ozu Film Festival siamo molto contenti di vedere che la manifestazione ha coinvolto e interessato la città in maniera trasversale, senza alcuna barriera politica o ideologica e nemmeno anagrafica. E’ una delle soddisfazioni più grandi ed era tra i nostri obiettivi: che l’Ozu fosse una festa per tutti. Abbiamo, come comunità cittadina, la possibilità di far crescere e migliorare ulteriormente un evento che già quest’anno ha superato le aspettative (oltre 3500 presenze in 4 giorni di iniziative sono lì a dimostrarlo). In questo processo di crescita, è vero che proprio il pubblico composto dagli studenti delle scuole superiori (invitato per le proiezioni mattutine) non è aumentato rispetto allo scorso anno. Qui va fatta una precisazione importante: gli Assessori Cuoghi (Cultura) e Orienti (Pubblica Istruzione) hanno, assieme allo staff dell’Ozu, fatto il possibile per cercare di invitare gli istituti ad una maggiore partecipazione, rendendosi conto della chance didattico-culturale. Non possiamo biasimare nulla a proposito, anzi. Il tentativo è stato fatto anche con istituti di comuni limitrofi. Piuttosto vorremmo porre all’attenzione altri aspetti: sappiamo che alle scuole arrivano tantissime proposte culturali e che l’Ozu Film Festival è solo una di quelle; sappiamo, inoltre, che la situazione negli istituti superiori non è affatto facile e che diversi Dirigenti Scolastici hanno più “reggenze” e quindi, per forza di cose, meno tempo anche solo per valutare quello che giunge da fuori. Abbiamo anche riscontrato, però, a nostro giudizio, un timore forse eccessivo da parte delle scuole nel proporre un evento come l’Ozu a studenti e genitori per via delle potenziali tematiche toccate dai cortometraggi. Chi scrive questa nota non fa il Preside e non ha alcuna intenzione di insegnare il mestiere a nessuno, ma crediamo che se argomenti come l’omosessualità, la guerra, il disagio giovanile siano ancora oggi motivo di “timore” perché passibili di contestazioni da parte dei genitori (come qualche preside ci ha fatto capire in maniera molto diretta), forse è il caso di ragionare sul valore di concetti quali libertà di pensiero e di critica, soprattutto all’interno della scuola. Nessuno pensa che i cortometraggi debbano piacere a tutti, ci mancherebbe altro. Così come è più che legittimo che qualcuno li trovi poco adatti per la propria morale. Bene. Ma almeno non respingiamoli a prescindere, altrimenti perdiamo l’occasione di ragionarci sopra, di valutarne le idee, di “costringere” lo spettatore a usare la propria testa. Restiamo a disposizione delle Scuole Superiori sassolesi (e non solo) per ogni proposta atta a migliorare e implementare una reciproca collaborazione per il futuro».
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