Si è tenuto al teatro Carani, alla presenza di oltre 130 persone, il quarto incontro con l’ autore, sullo scottante tema della crisi economica. Relatori sono stati il professor Vincenzo Cipolletta, presidente dell’ università di Trento, ex direttore di Confindustria ed economista di fama mondiale, il professor Aldo Tomasi, magnifico rettore dell’ università di Modena e Reggio Emilia e Marco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica. Cipolletta ha analizzato le crisi del ‘900 notando che queste hanno sempre avuto alla loro origine una guerra sostenuta dagli Stati Uniti e da altri paesi molto influenti nel contesto economico, i quali hanno dovuto far fronte ad ingenti spese cui non hanno potuto far corrispondere un aumento delle tasse (per mantenere il consenso della popolazione) e ciò ha generato bolle speculative che hanno poi causato crisi di portata internazionale. Riguardo la situazione italiana Cipolletta ha auspicato che vengano adottate misure necessarie a ridimensionare il debito (che non è da intendere come un male assoluto, specie se contratto per incentivare la crescita), ovvero reintroduzione dell’ ICI, eliminazione delle pensioni di anzianità e sostegno al reddito giovanile, i periodi di crisi, ha chiosato il professore, si prestano alle grandi riforme e serve dunque un governo capace di metterle in atto. Manfredini ha sottolineato come il settore del distretto di Sassuolo, nonostante la crisi e l’ esportazione di idee e tecnologie nel mondo, resti a tutt’ oggi il leader; benché non si possa negare una perdita di quote di mercato, causata soprattutto dalla Cina riguardo la quale tutta l’economia occidentale auspica interventi atti a regolamentare la competizione (impedendo, come accade in Europa, interventi dello Stato in favore delle imprese). L’ intervento di Tomasi è stato invece incentrato sul tema dell’ università e su quello ben più scottante dei tagli lineari a tutto il settore della formazione. Tagli che risultano deleteri, benché, ha ammesso il rettore, in molti casi il sistema universitario si sia meritato un intervento duro da parte dello stato. La soluzione che il professore ha proposto, e che sta mettendo in atto nell’ università di cui è rettore, è di ritrovare quel forte legame tra università, intesa come fornace di idee, e territorio.
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