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11 Gennaio 2014

Riqualificazione “Diamante”, Cna: “sì, ma serve buonsenso”

Dopo la presentazione ai cittadini del quartiere Braida della proposta fatta da un imprenditore all’amministrazione comunale riguardo un progetto di riqualificazione del cosiddetto “Diamante”, Cna interviene in una nota: “Il progetto creerebbe nel quartiere Braida la terza struttura alimentare – scrivono dall’associazione di categoria – oltre a spazi commerciali ridondanti con le attività già presenti. Potrà anche essere l’unica soluzione possibile contro il degrado, come l’hanno definita sindaco e assessore competente, ma occorre che per salvaguardare una zona non si creino disagio e danni ad altre.” Il progetto prevede la nascita di un piccolo centro commerciale e di una struttura alimentare di medie dimensioni, al posto del vecchio “ecomostro”, che verrebbe demolito. “Quella che viene definita l’unica ipotesi possibile – continuano dalla Cna – rischia invece di costituire un danno netto per tutte le attività commerciali nei dintorni. Siamo contrari ad ampliare l’offerta di negozi o medie strutture non alimentari che andrebbero a colpire gli esercenti di Sassuolo, già provati da un drastico calo nei consumi: all’assessore è stata avanzata la richiesta di valutare, invece, la possibilità di vincolare i nuovi locali ad attività di servizio alla comunità (palestra, ristorante, laboratori artigiani), e di non autorizzare locali con slot machine. Sul market, infine, nutriamo grandi perplessità in quanto nel giro di poche centinaia di metri ci sono altri due ipermercati. Ma non solo: una terza struttura sorgerà non lontana, quando entrerà in funzione il comparto ex Cisa-Cerdisa. Condividiamo coi cittadini la necessità di un intervento di recupero, ben venga anche l’investimento privato, provvidenziale nell’epoca dei grandi tagli ai bilanci comunali; ma un intervento di questa entità, se attuato senza una visione d’insieme e regole precise, rischia di condannare definitivamente altre attività economiche che versano in condizioni precarie, finendo per danneggiare il territorio circostante anziché risollevarne le sorti”.

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