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14 Gennaio 2014

Sassuolo Res Publica sul concordato di continuità per Sgp

Pasquale Del Neso, di Sassuolo Res Publica, interviene nel dibattito politico per spiegare come il concordato di continuità concesso a Sgp non rappresenti la soluzione di tutti i problemi ad essa legati. “Dopo aver speso mesi in un funambolico ballo dell’oca, salvataggio si salvataggio no, piano industriale si piano industriale no, liquidazione si liquidazione no, ecco che il Sindaco e la sua giunta pervengono a quello che era un traguardo ovvio: portare i libri in Tribunale – spiega – Peccato che nel frattempo, in tutto questo gran strategico indugiare, il debito si sia ulteriormente accresciuto. Il Concordato è una procedura concorsuale, sotto Tribunale, comunque un capolinea per Sgp. C’è stata l’ammissione al Concordato, certo, ma dovrà essere omologato. La Legge Fallimentare prevede che il debitore (Sgp) presenti un Piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta di concordato e che, si noti, non è ancora stato presentato. Piano allora col clamore, vi è stata, ad oggi, solo l’ammissione alla procedura. Dopo la presentazione del Piano e della proposta, seguirà tutta la procedura di rito. In tutto questo ci si dimentica poi che molte imprese creditrici sono finite in crisi a loro volta per l’insolvenza di Sgp, e sono imprese del nostro territorio, della nostra comunità, che certamente dal Concordato, salvo non si tratti di creditori privilegiati, non potranno che incassare una percentuale dei loro crediti. Di certo al Piano verrà impressa tutta la possibile impronta “recuperatoria” che permetterà forse di salvare, se non certo la capra, almeno qualche cavolo, ma ormai il disastro è fatto”.

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