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11 Febbraio 2014

I film della settimana – La recensione

Ecco la recensione di uno dei migliori film della settimana, “A proposito di Davis”. Nel 1961 Llewyn Davis è un cantante folk del Greenwich Village. Il suo partner musicale, nonché caro amico, solo poco tempo prima si è suicidato gettandosi da un ponte. Inoltre, il suo album solista non vende molto; si esibisce al Gaslight Cafe ma non ha un soldo e passa le notti sui divani dei suoi amici che lo ospitano. Un giorno accetta un passaggio fino a Chicago per fare un’audizione al cospetto di Bud Grossman, responsabile di una importante etichetta. La vita però continua a non sorridergli. Ispirato alla storia del cantante folk Dave Van Ronk (attivo a New York negli anni sessanta), “A proposito di Davis” è l’ultima fatica dei celeberrimi Fratelli Coen, già vincitrice del “Gran Prix Speciale della Giuria” al Festival di Cannes e nominato agli Oscar come “Miglior fotografia” e “Miglior sonoro”. Tuttavia il film presenta diverse lacune, e il pubblico non ha mancato di sottolinearlo. L’eccessiva lentezza, la ridondanza della narrazione, la totale assenza di suspense o verve, un storia per nulla particolare, non lasciano molto allo spettatore. Certo, il falk è un genere che ha reso grande la musica americana, ma tutti sanno che proporsi musicalmente all’epoca non era affatto facile (anche Bob Dylan ha dormito per molto tempo sui pavimenti delle case di suoi amici). Davis resta chiuso dentro al suo sogno, un iper-realismo che sbatte in faccia una verità dura: spesso aspirazioni e desideri non si realizzano, “uno su mille ce la fa”, e non resta che ripiegare su tutt’altro. Tale crudità è forse una delle poche note positive di una pellicola sicuramente non all’altezza dei creatori di Non è un paese per vecchi.

Articolo di Tullio Saldaneri

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