“Fortificazioni medioevali e tecniche d’assedio” è stato il tema dell’incontro di ieri sera a San Michele, organizzato dagli “Amici di San Michele” con la presenza dell’archeologo Alberto Monti (in foto). L’esperto ha parlato del funzionamento e delle tecniche di difesa e attacco nelle fortificazioni medioevali. “Devo dire – ha detto il dottor Alberto Monti – che non ci sono differenze tra i metodi di combattimento preistorici, classici e medioevali. Ci sono tre possibilità. La prima è la tecnica del corpo a corpo della fanteria, la seconda è costituita da armi da lancia di scarsa gittata e la terza è l’impiego della cavalleria e dei carri utilizzati per il trasporto dei fanti. Le fortificazioni si basavano su questi tre generi di combattimento. La fortificazione era uno sbarramento fisso destinato a non consentire all’aggressore di arrivare a contatto con chi difendeva. I castelli invece, erano di tanti tipi. Nel Medioevo erano alti perchè in questo modo i proiettili dell’aggressore erano inefficaci, mentre quello dell’aggredito erano efficaci. Poi nella seconda metà del 400 i castelli si abbassarono, con mura molto spesse tanto da resistere a colpi molto forti. Nel ‘500 nacquero i bastioni costituiti da un mucchio di terra. Ma le armi da fuoco diedero un colpo decisivo a tute le fortificazioni”.
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