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12 Settembre 2014

Michela Marzano fa il pieno in piazza Garibaldi col “Protagonismo”

Lectio magistralis di Michela Marzano, introdotta dall’assessore alla cultura Giulia Pigoni, sul “Protagonismo”. La filosofa ha iniziato la sua lezione citando un pensiero del filosofo rumeno Emil Cioran: “Il bisogno di gloria deriva da un senso di totale insicurezza circa il proprio valore, dalla mancanza di fiducia in se stessi”. Ha spiegato poi la condizione della nostra società, toccando tre punti fondamentali: amore, diritto, lavoro. La gloria dell’eroe classico (colui che si sacrificava per l’onore di sè, della famiglia e della comunità) è sfociata in una gloria effimera: non più postuma ed eterna, ma illusoria e immediata. Il protagonista è colui che recita il ruolo principale, ma in cosa, nella vita? Altre due domande sono state inevitabilmente pronunciate: ”Ma si recita o si vive? Si appare o si è?”. Questo il fulcro della lectio do Michela Marzano, che ha citato il protagonismo del Me, Myself and I di Sellinger. L’eroe odierno non è più colui che si sacrifica in nome dell’onore, ma colui che sacrifica altri e mai se stesso. Siamo nell’era dell’effimero, del tutto e del subito, dell’egoismo assoluto: predominano interscambiabilità e anonimato. Non si cerca più la gloria, bensì la notorietà, che porta ad un conformismo: ci si dimentica di se stessi, ci si tradisce, pur di ottenere il consenso altrui. Senza mai soffermarsi sul fatto che il riconoscimento ci è naturalmente dovuto. Al termine della lectio, la filosofa ha risposto a varie domande del pubblico. Si è commossa dell’applauso caloroso ed infinito della gente, strepitante e avvolgente. Si è poi resa disponibile ad autografare i suoi libri.

Articolo di Camilla Loglisci

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