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1 Settembre 2020

Bonus INPS, Bargi: “Di fronte ad una crisi eccezionale ho ragionato da imprenditore”

Il consigliere regionale e del Comune di Sassuolo Stefano Bargi, che aveva incassato il Bonus erogato da Inps alle partite IVA in difficoltà a causa del lockdown, dopo giorni di silenzio torna a parlare e lo fa spiegando la propria posizione con un post sulla propria pagina Facebook. “Non sono né scappato né mi è mai passata per la testa l’idea di farlo – scrive Bargi – tuttavia era necessario prendersi qualche giorno per riflettere in maniera chiara e lucida sull’attacco mediatico pesantissimo, talvolta infame, di cui sono stato vittima”. “Ho preso questo benedetto bonus? Sì, mi è arrivato – continua – È giusto? È sbagliato? Lascio decidere voi. Semplicemente la richiesta è stata avanzata dalla mia società a nome di tutti e tre soci, quindi anche a nome mio”. Bargi sottolinea poi come il denaro ricevuto sia stato utilizzato per la propria società, messa a dura prova dal lockdown. “Sotto il profilo della volontà ho commesso qualcosa di illegale e illecito? No – si legge ancora sul post Facebook – mi spiace, su questo punto sono perfettamente a posto con la coscienza”. Bargi evidenzia poi come il Governo avrebbe dovuto prevedere che i soldi del bonus non arrivassero a chi ha uno stipendio pubblico. Il leghista ricorda anche di essere stato lui “con un emendamento alla L.R. 1/2015 (come mio primo atto da eletto in Regione) a ridurre ulteriormente lo stipendio dei consiglieri regionali”. “Sempre a proposito della mia presunta “ingordigia di denaro pubblico” – prosegue Bargi – potrei anche raccontarvi dei fondi che ho donato spontaneamente a sostegno della nostra sanità sia regionale che modenese per l’emergenza Covid, ben prima che il Governo iniziasse a parlare dei Bonus per le imprese. Non l’ho fatto prima perché sono convinto che le donazioni si debbano fare senza troppe cerimonie e quindi mentre in tanti mi attaccavano in maniera spregevole e sprezzante non ho mai pensato a pubblicare le contabili di quei bonifici, dei quali vi dico solo che l’ammontare è di gran lunga superiore rispetto al Bonus incassato”. Il consigliere ammette di aver commesso una leggerezza in qualità di politico “ma di fronte ad una situazione di crisi eccezionale e forte incertezza, con il solo aiuto dichiarato dal Governo nella forma di quel bonus (inizio marzo 2020), ho ragionato da imprenditore”. Bargi però non ci sta ad essere etichettato come disonesto o ladro “per una scelta fatta come imprenditore”. “Così come ho un ruolo istituzionale – conclude – sono anche una persona e ho una società da mandare avanti”.

Articolo di Paolo Braglia

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