Il comparto italiano delle aziende di macchine e attrezzature per ceramica e laterizio chiude il primo semestre dell’anno con una crescita di fatturato: +53,9% rispetto al primo semestre 2020 (anno condizionato da lockdown nazionale e da un rallentamento già in atto negli investimenti in beni strumentali) e +12,8% rispetto al primo semestre 2019. Nei dati forniti da ACIMAC (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature per Ceramica) emerge un forte rialzo nel secondo trimestre 2021, che segna un +76,2% rispetto allo stesso periodo del 2020. Flessione confermata nel 2020 anche dalla 29esima Indagine Statistica Nazionale del Centro Studi Mecs-Acimac, che come ogni anno fotografa l’andamento del comparto: il settore ha chiuso il 2020 con un fatturato di 1,48 miliardi di euro. Sono continuati i segnali di rallentamento già emersi nel 2019 e la flessione dei volumi ha toccato il -14,5%. Nel 2020 il fatturato estero pesa per il 73,4% (pari a 1,086 miliardi), con un calo del 13,9%. L’area principale di destinazione delle macchine italiane per ceramica è ancora l’Unione Europea (per il 27,9% del fatturato totale). Cina/Hong Kong/Taiwan è l’unica macroarea che, con un +57,6%, registra una crescita del fatturato rispetto al 2019. Per quanto riguarda il mercato interno, nel 2020 è pari a 392 milioni, con un -16,1% rispetto al 2019.
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