Questa mattina nell’aula magna del Polo Digitale, all’interno del parco Innovazione di Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha conferito a Federica Minozzi, CEO di Iris Ceramica Group, la Laurea Magistrale honoris causa in Ingegneria Gestionale. La proposta di conferimento è stata avanzata dal Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria su iniziativa del direttore, prof. Massimo Milani, e accolta con voto unanime dal Consiglio di Dipartimento. Il Senato Accademico ne ha successivamente deliberato il conferimento, attribuendo il titolo per meriti acquisiti nel campo della gestione industriale, della ricerca applicata e della cooperazione tra impresa e università.
Durante la cerimonia di questa mattina, la laudatio è stata affidata alla prof.ssa Monia Montorsi, presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale, mentre la lettura delle motivazioni al direttore del dipartimento. Il rettore Carlo Adolfo Porro ha presieduto il conferimento del titolo accademico, consegnando la toga, il tocco, la pergamena e il sigillo dell’Ateneo. La dottoressa Federica Minozzi ha poi tenuto una lectio magistralis.
“Ricevere una laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale – commenta Federica Minozzi, CEO di Iris Ceramica Group – rappresenta per me un grande onore. È il riconoscimento di un percorso fatto di impegno, passione e di una visione che coniuga strategia organizzativa e cultura d’impresa. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine all’Università per avermi conferito questa prestigiosa onorificenza. L’heritage valoriale e l’identità pionieristica che mio papà ha saputo imprimere all’azienda sono per me fonte di ispirazione, nonché le fondamenta della visione imprenditoriale del Gruppo: Reingegnerizzare la ceramica per migliorare l’interazione tra le persone e l’ambiente. Un approccio che va oltre la concezione tradizionale della ceramica, valorizzandone la capacità di unire bellezza e funzionalità e incarnando appieno il concetto di beautility: sintesi armoniosa tra estetica e utilità, tra emozione e concretezza”.