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10/04/2026 19:07

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2 Agosto 2025

Consiglio comunale, Savigni risponde sulla vicenda titoli di studio: “L’emendamento del MUR risolve problemi e dubbi interpretativi”

Assessore Maria Savigni

Durante il consiglio comunale di martedì 29 luglio, il consigliere Pier Luigi Roli (PD) ha sollevato un’interrogazione riguardante le conseguenze occupazionali per chi ha conseguito una laurea in Scienze dell’Educazione presso UNIMORE negli anni accademici 2017/2018 e 2018/2019, giudicata inadeguata per accedere ai bandi dei servizi educativi per l’infanzia.

L’interrogazione del consigliere Pier Luigi Roli (PD)

“A causa del mancato adeguamento tempestivo del piano di studi da parte dell’Università, la laurea conseguita in quel periodo non rispetta i requisiti imposti dalla normativa, che è stata attuata solo successivamente”, si legge nell’interrogazione. “Gli studenti, pur avendo completato gli studi con l’intento di lavorare nei servizi per l’infanzia, hanno scoperto solo il 20 giugno 2025 che il titolo non è sufficiente, ricevendo una comunicazione via e-mail. Si chiede quindi quale impatto potrà avere la situazione sul personale educativo locale, in vista della ripresa dell’anno scolastico, e se si prevedano difficoltà organizzative”.

La risposta dell’assessore all’istruzione Maria Savigni

A rispondere è stata l’assessore all’istruzione, Maria Savigni, che ha chiarito la portata del problema: “Il caso riguarda UNIMORE ma coinvolge molte università italiane. Parliamo di circa 400 laureati solo tra Modena e Reggio Emilia, e oltre 31.000 a livello nazionale. La normativa del Decreto Legislativo 65/2017 ha introdotto nuovi requisiti per l’accesso ai servizi educativi, ma alcune università non hanno fatto in tempo ad adeguare i piani di studio”.

La soluzione dell’università

L’università ha proposto una soluzione postuma: “Corsi specifici, nuovi esami, una tesi finale e una retta ridotta a 550 euro per ottenere il riconoscimento del titolo. Ma la responsabilità non può ricadere sugli studenti. La maggior parte di loro sta lavorando regolarmente grazie a un titolo conseguito in buona fede e in piena regolarità”. Savigni ha sottolineato le ricadute occupazionali: “Siamo già in un periodo di carenza di personale educativo. Questa situazione avrebbe potuto aggravare le criticità nei nidi e nelle sezioni primavera, anche se nel nostro territorio coinvolge poche unità. Tuttavia, rischiava di compromettere la riapertura dei servizi a settembre e penalizzare lavoratrici senza colpa”.

La soluzione a livello nazionale

L’assessora ha poi annunciato che una soluzione nazionale è in fase di approvazione definitiva: “Il MUR ha presentato un emendamento al DL Università 90/2025, già approvato da Camera e Senato, che estende la validità dei titoli a chi si è immatricolato entro il 2018/2019, risolvendo i problemi interpretativi e garantendo la possibilità di continuare a lavorare. Ricostruito l’iter, mi preme ricordare che, non appena è emerso il problema, ci siamo attivati per verificare l’impatto che tale situazione avrebbe avuto sulle educatrici comunali o delle ditte in appalto. Siamo stati in costante contatto con i nostri consiglieri regionali, e con l’assessora alle politiche educative della regione,  che si sono fatti attivi portavoce delle preoccupazioni delle lavoratrici e delle amministrazioni locali.”

Infine, Savigni ha ricordato il ruolo delle istituzioni: “Ci siamo mossi fin da subito, restando in contatto con i consiglieri regionali e l’assessora regionale alle politiche educative. Il loro intervento ha aiutato a portare il problema all’attenzione del Parlamento”.

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