A San Michele dei Mucchietti continua a far discutere la presentazione dell’istanza da parte Inwit/Fibercop per la realizzazione di un nuovo impianto fisso di telefonia mobile TIM. Nei giorni scorsi un gruppo di residenti e sostenitori del Borgo Casa Pifferi ha scritto una lettera all’amministrazione comunale di Sassuolo per manifestare tramite un documento formale la propria contrarietà all’installazione dell’impianto proprio in via Casa Pifferi, su un terreno privato.
LA LETTERA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Nella lettera i cittadini fanno sapere di voler proseguire l’iter per arrivare al ritiro del progetto e spiegano le ragioni del “no” all’opera. “Il Borgo di Casa Pifferi – si legge nella lettera – si trova in un anfiteatro di siti geologici, archeologici, storici, inserito in un paesaggio che lo rende unico nel territorio del Comune di Sassuolo”. Per il gruppo di residenti e sostenitori del Borgo Casa Pifferi il posizionamento di un traliccio “altererebbe in modo significativo l’orizzonte rurale, incidendo per sempre sul valore estetico e identitario del Borgo”.
Inoltre, nella lettera si parla anche della mancanza di una comunicazione adeguata tra l’amministrazione comunale di Sassuolo ed i cittadini interessati. “A dispetto dell’impegno assunto dall’amministrazione di tenere informata la cittadinanza – si legge nella nota -, la pubblicazione dell’istanza è emersa solo per una fortuita coincidenza, grazie a una segnalazione sui giornali”. Per quanto riguarda l’incontro pubblico tenutosi il 5 agosto, gli abitanti e i sostenitori del Borgo Casa Pifferi aggiungono: “In quella occasione siamo stati informati che l’attuale amministrazione del Comune di Sassuolo sta elaborando un Piano di Installazione delle Stazioni Radio Base. A questo proposito riteniamo che lo strumento regolativo e il dibattito che lo accompagnerà possano favorire il dialogo tra proprietà privata e interesse pubblico, individuando soluzioni alternative condivise”.
In conclusione, i cittadini autori della lettera chiedono all’amministrazione comunale di annullare l’autorizzazione all’installazione dell’impianto e di attivare un tavolo di elaborazione partecipata per raccogliere consulenze e supporti tecnici, coinvolgendo anche le organizzazioni che conoscono il territorio.