La raccolta firme avviata dal centrodestra comunale contro la realizzazione di una “moschea” a Sassuolo è, secondo Giacomo Vandelli, “una perfetta arma di distrazione di massa”. L’esponente richiama il pensiero di Niccolò Cusano, ricordando che “La ragione è la parola dell’intelligenza che in essa si specchia come in un’immagine”, ma sottolinea come, in questo caso, non ravveda “né ragione né intelligenza”. Sul piano giuridico, Vandelli evidenzia “la improbabile legittimità costituzionale di questa petizione e del suo merito etico”, puntualizzando che essa “non vincola l’amministrazione in alcun modo e fa solo sprecare tempo ed energie per questioni più urgenti e serie per la città, una su tutte la sicurezza urbana”.
Vandelli (Radicali): “Prevenire il fanatismo islamico, per questo servono luoghi di culto trasparenti”
Un tema che, secondo Vandelli, resta centrale: “Tengo a ribadire che la sicurezza e la prevenzione del fanatismo islamico devono essere una priorità: proprio per questo è necessario che i luoghi di culto siano trasparenti, riconosciuti e aperti al dialogo con le istituzioni. Spingere i fedeli in scantinati o garage non solo viola i diritti costituzionali, ma aumenta il rischio di isolamento e radicalizzazione”. Vandelli invita quindi la politica cittadina ad alzare lo sguardo: “Chiediamo agli amministratori comunali, di maggioranza come di opposizione, di avere come bussola la pacifica convivenza e il pragmatismo, liberi da preconcetti e ideologie. È altrettanto sbagliato il calcolo politico intollerante della destra quanto quello ciecamente accondiscendente di una parte della sinistra: due facce opposte della stessa e vergognosa strumentalizzazione”.
“Pragmatismo, convivenza, Costituzione”
Il richiamo è anche allo Statuto comunale, che “sottolinea come non debbano essere messi in discussione gli atti riguardanti i diritti delle minoranze o che si metta in dubbio la pari dignità sociale, anche per motivi religiosi”. Alla luce di questo, Vandelli osserva: “In questo caso un no così urlato ad un luogo di culto sembra proprio andare in questa direzione”. Da qui la necessità di una soluzione equilibrata: “In un momento storico difficile per la convivenza inter-religiosa, è indispensabile trovare una soluzione che non leda la libertà di culto, ma che al tempo stesso rafforzi la sicurezza collettiva. Libertà e sicurezza non sono in contraddizione: si difendono insieme. Ostacolare la libertà di culto significa colpire i diritti fondamentali di tutti e aprire la porta a nuove discriminazioni”. La conclusione è netta: “Pragmatismo, convivenza, Costituzione: laicità è libertà, senza sconti né strumentalizzazioni”.