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07/02/2026 01:56

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Giornata di mobilitazione nazionale “Per Gaza”: sciopero e presidio in Prefettura a Modena

La Cgil nazionale ha proclamato per domani una giornata di mobilitazione nazionale “Per Gaza” con ore di sciopero di tutti i settori privati. In Emilia Romagna lo sciopero è di 4 ore (ultime 4 ore del turno di lavoro) per tutti i settori privati. Sono esclusi i servizi pubblici essenziali sottoposti alla Legge 146/90.

Domani alle 15 (e sino alle 17) a Modena ci sarà una manifestazione presso la sede della Prefettura (viale Martiri della Libertà, 20). Diverse sono le associazioni che hanno già aderito alla mobilitazione. Queste insieme alla Cgil saranno ricevute dal Prefetto di Modena per chiedere al Governo un forte impegno per fermare il genocidio a Gaza ad opera dell’esercito israeliano.

“Vogliamo chiamare a responsabilità il Governo italiano – afferma Daniele Dieci segretario Cgil Modena –, vogliamo smuoverlo da questo silenzio, vogliamo spingerlo a denunciare quello che sta succedendo a Gaza, e alla necessità di riconoscere lo stato Palestinese, di bloccare l’invasione e il genocidio, e mettere in discussione anche gli accordi commerciali con Israele”. “È vergognoso quello che sta succedendo e consegneremo al Prefetto un documento con tutte le nostre richieste”, conclude Dieci.

La Cgil ribadisce la necessità di fermare ogni intervento militare nella Striscia, garantire corridoi umanitari, mettere in sicurezza la popolazione civile, sostenere e garantire la sicurezza di tutte le missioni umanitarie in corso, compresa la Global Sumud Flottilla, come priorità immediate. Cgil chiede anche che venga sospeso ogni accordo di cooperazione commerciale e militare con Israele finché non si ferma la guerra a Gaza e l’occupazione della Cisgiordania. “È necessario mettere in campo azioni concrete per rimuovere l’embargo umanitario e riconoscere lo stato di Palestina – si legge nel comunicato della Cgil -. I governi e le istituzioni internazionali si adoperino immediatamente per fermare ciò che sta accadendo, fino ad arrivare alla convocazione di una conferenza di Pace sotto egida ONU”.

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