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15/02/2026 20:58

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29 Settembre 2025

Giacobazzi e Prandi sulla Ciclovia del Mito: “Un altro spreco in parallelo a Gigetto”

Prandi e Giacobazzi

Mentre le istituzioni celebrano con entusiasmo l’inaugurazione della Ciclovia del Mito tra Maranello e Modena, due consiglieri comunali di Formigine, Maurizio Prandi (Formigine Futura) e Valerio Giacobazzi (Forza Italia) si interrogano sull’effettiva utilità di questa infrastruttura. Dietro le cerimonie ufficiali e le dichiarazioni ottimistiche, emergono criticità evidenti, già denunciate da tempo da chi vive realmente il territorio.

I due hanno sottolineato con chiarezza i problemi di fondo dell’opera: “Ciclopedonale e ciclovia del mito: un inutile parallelo al Gigetto del territorio, strutture realizzate male con lo spreco dei soldi pubblici. Non era già abbondantemente evidente il continuo spreco per la tratta ferroviaria Modena-Sassuolo che le istituzioni comunali si apprestano ad elogiare, in pompa magna, l’inaugurazione della ciclovia del mito Maranello-Modena quasi fosse un traguardo importantissimo per il territorio.”

Le preoccupazioni sul progetto

Le critiche non si fermano alla spesa pubblica: ciò che viene messo in discussione è l’intero senso progettuale dell’opera. Invece di essere una via verde per la salute, la ciclovia costeggia strade ad alto traffico, peggiorando l’esperienza e l’esposizione agli agenti inquinanti. “Di mitico in questa struttura non c’è niente, anzi, c’è solo l’evidente utilizzo sprecato di soldi pubblici perché basta vederne l’utilizzo e si rende evidente che la percorrenza a fianco di un’arteria stradale di notevole importanza, e di conseguenza ampiamente utilizzata da mezzi di trasporto, risulta negativa per la salute della persona oggi tanto lamentata dai balconi delle istituzioni del territorio.”

Le preoccupazioni sulla sicurezza

A ciò si aggiungono preoccupazioni sulla sicurezza, sulla segnaletica e sulla mancanza di protezioni nei tratti più esposti: “Se tanto elogiata per la salute delle persone, risulta tanto evidente la pericolosità di utilizzo vista la mancanza di protezioni adeguate in diversi tratti, l’interpretazione della segnaletica orizzontale e verticale, e questo sarà confermato dai numeri degli utilizzatori, a volte obbligati a percorrerla per non avere alternative.”

Le proposte alternative

Secondo i consiglieri, il tracciato avrebbe potuto essere ripensato in modo più intelligente e rispettoso del territorio, sfruttando le campagne, valorizzando paesaggi, ville storiche, borghi e coltivazioni: “Andava ricavata all’interno delle aree agricole, magari seguendo il perimetro delle proprietà, mettendo anche in evidenza e facendo conoscere la bellezza del nostro territorio, valorizzandolo, fatto di diverse coltivazioni, strutture che documentano il nostro passato, ville e attività storiche che purtroppo sono poche conosciute, realizzando al meglio l’intento della ciclovia, quello di ‘scoprire veramente il territorio’.”

Sul dialogo con i cittadini: “Ascoltare di più chi vive il territorio”

Non mancano infine critiche al modo in cui le amministrazioni decidono di procedere, senza confronto con i cittadini: “Inutile dalle amministrazioni cercare giustificazioni come utilizzare finanziamenti derivati, sarebbe invece costruttivo ascoltare la collaborazione dei cittadini che vivono sul territorio e che ne conoscono la realtà realizzativa e le esigenze. Ma vorrebbe dire ‘ascoltare’ suggerimenti e valutare esperienze che sempre più spesso non rispettano le linee politiche amministrative.”

E, infine, un affondo diretto all’uso stesso del nome: “E a proposito di ‘mito’, lasciamolo a chi veramente ha saputo costruirlo.”

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