Lunedì sera, durante il Consiglio Comunale, il Gruppo del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione dal titolo: “Il ruolo politico e sociale del Centro Antiviolenza Tina e la responsabilità dell’Istituzione nel riconoscimento del femminile come fondamento dell’identità umana”. “Il Centro Antiviolenza Tina nasce dalla sinergia tra il settore politiche sociali del Distretto dell’Unione e l’area pari opportunità – si legge nell’interrogazione –. Rappresenta un presidio fondamentale non solo di accoglienza, ma di resistenza e trasformazione, integrando il centro di ascolto donne con una rete di protezione e accompagnamento delle vittime di violenza”. I consiglieri hanno sottolineato che “la funzione del Centro non può esaurirsi nell’intervento sull’emergenza, ma deve essere riconosciuta come presidio culturale e politico, in grado di rimettere al centro la questione del femminile come nodo irrisolto del nostro tempo”.
Le richieste alla Giunta
L’interrogazione cita come esempio virtuoso la Casa delle Donne di Modena, che affianca all’accoglienza anche un profilo etico, politico e formativo, orientato al riconoscimento del femminile come dimensione costitutiva della società. Nel testo si legge che la violenza sulle donne non riguarda solo il corpo, ma è un attacco sistemico al femminile come dimensione simbolica, psichica e sociale presente in ogni essere umano. Ogni abuso o atto di sopraffazione è una ferita all’identità umana nel suo insieme. Il patriarcato, lungi dall’essere superato, si ristruttura continuamente e continua a produrre violenza economica, istituzionale e culturale”. I consiglieri hanno quindi chiesto al Sindaco e alla Giunta se l’Amministrazione intenda riconoscere il Centro Tina non solo come servizio sociale, ma anche come luogo di trasformazione culturale, quali risorse siano destinate al Centro, se esistano piani di rafforzamento e ampliamento, e se vengano promossi percorsi educativi, formativi e pubblici volti al riconoscimento del femminile come valore fondativo della convivenza democratica.
La risposta dell’Assessore Pennacchia: “Al Centro finanziamenti regolari. Nei prossimi mesi la Casa Rifugio del Centro”
Ha risposto l’Assessore alle Pari Opportunità, Maria Raffaella Pennacchia: “Il Centro Tina, pur operando con assistenti sociali, non va confuso con un servizio sociale. La sua mission è offrire uno spazio protetto e specializzato dove le donne vittime di violenza possano condividere ed elaborare la propria esperienza, attivando le risorse necessarie per uscire dalla violenza in un’ottica di autodeterminazione”. L’assessore ha precisato che il Centro “accoglie e riconosce la capacità di autodeterminazione delle donne, fornisce uno spazio non giudicante, mira alla decostruzione dei modelli dominanti e promuove un cambiamento culturale dei contesti in cui opera”. Attualmente, il Centro conta sei professioniste, integrate da personale in appalto, consulenti legali, operatori di pronto intervento H24 e mediatori culturali. “Il Centro Tina trae risorse dal bilancio dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, da finanziamenti regionali e da donazioni di associazioni e cittadini sensibili alla tematica – ha aggiunto Pennacchia –. Nei prossimi mesi è prevista l’apertura della Casa Rifugio del Centro Tina, con sei posti letto per donne con o senza figli, che necessitano di allontanarsi dal contesto violento”.
Altre iniziative promosse dal Comune per il contrasto alla violenza di genere
L’amministrazione promuove inoltre iniziative coordinate con i Comuni del Distretto, in occasione dell’8 marzo e del 25 novembre, e progetti formativi come Impari e Donne Lead, volti alla sensibilizzazione nelle scuole e all’empowerment femminile. Altri percorsi, come Per provare a cambiare 2025-2026, mirano a promuovere il rispetto delle diversità, la parità di genere e il contrasto alla violenza nella comunità, coinvolgendo scuole, associazioni sportive, servizi socio-sanitari e cittadini. “Abbiamo inoltre istituito un Tavolo permanente per le Pari Opportunità – ha concluso l’assessore –, dove istituzioni, associazioni e cittadinanza collaborano per gestire azioni coordinate e continuative, con l’obiettivo di promuovere rispetto, non discriminazione e consapevolezza sul valore del femminile come risorsa collettiva e fondamento della democrazia”.