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15/03/2026 15:10

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1 Ottobre 2025

Consiglio Comunale, scontro sul tema sicurezza: il Sindaco Mesini respinge la proposta di “censimento degli extracomunitari”

Macchioni-Mesini

È stata una delle interrogazioni più accese discusse durante il Consiglio Comunale di lunedì 29 settembre quella presentata dal capogruppo della Lista Macchioni, Francesco Macchioni, sul tema della popolazione straniera residente a Sassuolo.

La richiesta di Macchioni: controlli a tappeto in appartamenti, garage e locali

Il consigliere ha citato i dati aggiornati al 31 dicembre 2024, secondo cui il Comune conta 41.328 abitanti, di cui 6.078 stranieri, per la maggior parte extracomunitari, pari al 14,7% della popolazione. Una presenza giudicata “molto elevata” e, secondo Macchioni, percepita come ancor più consistente dalla cittadinanza. Nella sua interrogazione ha inoltre collegato episodi di violenza e degrado a “persone spesso ubriache che disturbano, spacciano e mettono paura”, proponendo di chiedere al Prefetto “controlli a tappeto” in appartamenti, garage e locali per distinguere tra stranieri regolari e irregolari.

Il giudizio perentorio di Mesini: “Proposta discriminatoria e pericolosa”

La risposta del Sindaco Matteo Mesini è stata netta e senza mezzi termini. “La proposta del consigliere, oltre a essere impossibile sul piano operativo, è gravissima sul piano giuridico e democratico. Non è consentito – e non sarà mai consentito – che Stato o Comune entrino a tappeto nelle case o nei locali senza titolo legale per chiedere documenti a prescindere. Sarebbe un metodo contrario alla Costituzione, discriminatorio e pericoloso”. Mesini ha ricordato che al 31 agosto 2025 i dati anagrafici segnalano 41.274 residenti, di cui 6.034 stranieri regolari (809 comunitari e 5.225 extracomunitari), tutti in possesso di passaporto e permesso di soggiorno. Ha inoltre ribadito che l’anagrafe non può ovviamente registrare persone prive di titolo di soggiorno o solo temporaneamente domiciliate.

Il Sindaco ha poi elencato i principi che verrebbero violati da una proposta di “censimento a tappeto”:

  • la privacy e la protezione dei dati personali, garantite dalle norme europee e nazionali;

  • l’inviolabilità del domicilio, limitabile solo in caso di reato o con mandato giudiziario;

  • il principio di uguaglianza e non discriminazione, sancito dalla Costituzione

“Richieste come questa evocano metodi che ricordano tempi bui della nostra storia, quando non vigeva lo Stato di diritto ma lo squadrismo”, ha affermato Mesini, respingendo con fermezza la proposta e ribadendo l’impegno dell’Amministrazione per una sicurezza basata su collaborazione istituzionale, controlli mirati e presidio del territorio, “ma sempre nel rispetto delle regole democratiche e dei diritti fondamentali”. La questione ha così acceso il dibattito in aula, segnando un forte contrasto politico tra chi invoca misure straordinarie di controllo e chi difende la necessità di coniugare sicurezza e legalità con i principi costituzionali.

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