Salvaguardare la competitività dell’industria ceramica italiana e l’occupazione di qualità. Sono questi gli obiettivi del Tavolo Settoriale Industria Ceramica riunitosi oggi a Sassuolo per la prima volta. All’incontro, convocato dal vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vicenzo Colla, hanno preso parte esponenti di Confindustria Ceramica e le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil.
I numeri del 2024 dell’industria ceramica italiana
L’industria ceramica italiana, radicata nei territori grazie ai distretti industriali in Emilia-Romagna e Lazio, è costituita da 248 imprese con 25.920 dipendenti diretti che hanno generato nel 2024 un fatturato di 7,6 miliardi, di cui l’80% da vendite all’estero, contribuendo in modo rilevante al saldo positivo della bilancia commerciale italiana.
Le difficoltà legate all’ETS
In un comunicato congiunto di Regione, Confindustria Ceramica e sigle sindacali, si sottolinea che il comparto ceramico si trova in una fase caratterizzata dall’aumento e dalla volatilità dei costi energetici di gas ed elettricità, che in Italia sono più elevati rispetto alle principali economie europee.
“A questo – si legge nella nota – si aggiungono gli oneri derivanti dal sistema europeo di scambio di quote sulla CO2 (ETS) che equivalgono ad una maggiorazione del 15% del costo del gas naturale. In assenza di alternative tecnologiche, questo sistema, per come oggi concepito, sottrae risorse agli investimenti del settore che nel 2024 hanno già visto una riduzione del 20%. Si tratta di circa 80 milioni di euro di minori investimenti che rappresentano una cifra non lontana dagli oneri pagati per il sistema ETS”.
Il Tavolo Settoriale Industria Ceramica svilupperà nell’immediato azioni condivise per richiedere anche una profonda revisione del sistema ETS.