Uno screenshot circolato nelle ultime ore ha riaperto il dibattito sul sondaggio dedicato alla moschea organizzato da Néa Quotidiano e rivolto agli studenti delle scuole superiori. L’immagine, pubblicata su Facebook dal capogruppo della Lega in Consiglio comunale Giuseppe Vandelli, mostrerebbe – secondo l’interpretazione del consigliere di minoranza – un messaggio inoltrato in una chat studentesca in cui si invita a “rispondere utilizzando mail istituzionale”. Per Vandelli, quella frase rimette in discussione quanto dichiarato finora dall’associazione sull’assenza di collegamenti tra l’iniziativa e gli strumenti messi a disposizione dalle scuole. “Si dissociano dalle affermazioni, sostengono che non sia vero. Peccato che le bugie abbiano le gambe corte: ci sono le chat e i messaggi inoltrati dagli stessi rappresentanti d’istituto che li smentiscono”, commenta il consigliere di minoranza. “Riteniamo piuttosto grave utilizzare le caselle di posta elettronica istituzionali, pensate per scopi didattici e organizzativi, per promuovere questionari a sfondo politico. Ancora più sorprendente è il fatto che né i genitori né la preside fossero al corrente di quanto stava avvenendo”, aggiunge Vandelli, ponendo l’accento sulla delicatezza della questione.
La sequenza degli eventi:
Gli screenshot arrivano dopo alcuni giorni di scambi tra le parti politiche coinvolte. Il primo intervento era stato quello del Centrodestra Giovani, che aveva sollevato perplessità anche per il fatto che gli autori del sondaggio – i redattori di Néa, iscritti al PD – avessero promosso il questionario, contestandone la presunta impostazione “faziosa” e denunciando “importanti omissioni” sia nelle domande che nelle risposte. Nel comunicato dell’opposizione, inoltre, si sottolineava che le opinioni degli studenti sarebbero state raccolte attraverso i “canali istituzionali della scuola” ovvero la mail di istituto. A quella presa di posizione aveva risposto l’associazione Néa, sostenendo che “nessuna istituzione scolastica è stata coinvolta” e che la compilazione da parte degli studenti sarebbe avvenuta “in modo spontaneo”. Soltanto dopo questa nota è intervenuto Vandelli, che ha pubblicato gli screenshot ritenendoli in contrasto con la versione fornita dall’associazione.
Di che sondaggio si parla?
Il questionario realizzato da Néa voleva raccogliere le opinioni degli studenti sull’ipotesi di trasferimento del luogo di culto dell’associazione culturale islamica AlMedina da via Cavour ai Quadrati. Le domande riguardavano il diritto al luogo di culto, la percezione della comunità islamica e il posizionamento della struttura nella zona dei Quadrati. Secondo i dati diffusi dall’associazione, hanno risposto 443 studenti e circa il 63,9% dei partecipanti ha espresso la convinzione che la comunità islamica locale abbia diritto a uno spazio adeguato. L’iniziativa nasceva con l’intento, spiegano da Néa, di “fotografare la sensibilità dei più giovani su un tema di attualità”. Le interpretazioni politiche successive, tuttavia, hanno trasformato il sondaggio in uno degli argomenti più discussi nel dibattito cittadino.