Correggere il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra? Giusto, ma per salvare il comparto non basta. Questo quanto sostiene Filippo Simeone, coordinatore PD del Distretto Ceramico, che in una nota fa il punto sullo stato attuale del comparto, in seguito agli European Ceramic Days tenutisi a Bruxelles, dove l’industria ceramica italiana ha presentato le proprie richieste di revisione di norme, scadenze e strumenti europei.
“Il governo Meloni non ha una strategia industriale”
Come detto, per Simeone è giusto correggere l’ETS, ma intervenire su questo tema non basta. “Senza una grande politica nazionale di investimenti – aggiunge il coordinatore dem del Distretto Ceramico -, senza una visione industriale di lungo periodo, la ceramica rischia comunque di perdere terreno. Il vero problema è che il governo Meloni non ha una strategia industriale: non esiste un piano per la decarbonizzazione, un piano per l’energia, un tavolo permanente con le imprese, un sostegno alla trasformazione tecnologica. È una politica fatta di annunci, non di soluzioni”.
Un “Piano Marshall europeo”
“Il PPE – continua Simeone – ha votato con conservatori e sovranisti contro le politiche ambientali. La maggioranza di Ursula von der Leyen si è incrinata proprio sulla sostenibilità, mentre Stati Uniti e Cina investono cifre enormi nelle tecnologie verdi. L’Europa non può arretrare, deve smettere di colpevolizzare i consumatori e puntare finalmente su investimenti seri nella transizione industriale e nella decarbonizzazione dei sistemi produttivi”. Simeone sottolinea che il problema dei costi energetici troppo alti riguarda tutto il continente: “Serve un Piano Marshall europeo, finanziato con debito comune, che sostenga davvero la riconversione tecnologica”.
Il pacchetto di misure del PD del Distretto Ceramico
Il Partito Democratico del Distretto Ceramico propone un pacchetto di misure per far fronte alle difficoltà del settore. Tra le proposte c’è quella di istituire un fondo nazionale per la riconversione dei distretti industriali, finanziato con fondi europei e risorse statali e dedicato ai comparti energivori come ceramica, vetro, acciaio e carta. I dem avanzano anche la proposta di un credito d’imposta pluriennale “Transizione 5.0” che incentivi automazione, recupero calore, tecnologie low-carbon e digitalizzazione delle linee produttive. Per quanto riguarda i lavoratori, il PD locale propone di istituire un fondo speciale anti-licenziamenti nei distretti industriali per sostenere contratti di solidarietà, riduzioni orarie temporanee e percorsi di formazione, ma anche formazione gratuita per i lavoratori sulle tecnologie della transizione.