Il Partito Democratico di Sassuolo esprime una condanna netta e senza ambiguità rispetto al documentario di Russia Today che sarà proiettato per il 13 dicembre sul territorio comunale. Secondo il PD, non si tratta di un appuntamento informativo né di un autentico confronto pubblico, ma di un evento apertamente orientato a diffondere propaganda filo-russa, finalizzata a legittimare una narrazione che minimizza l’aggressione militare all’Ucraina e cancella i crimini di guerra commessi contro la popolazione civile.
Di che documentario si parla?
L’evento prevede la proiezione del docufilm “Biolab, la guerra biologica”, prodotto da Russia Today (RT), un’emittente direttamente collegata allo Stato russo e soggetta a sanzioni e al divieto di diffusione nell’Unione Europea ai sensi del Regolamento UE n. 350/2022 proprio perché strumento di propaganda statale. Secondo la locandina dell’iniziativa, il documentario si propone di porre “interrogativi cruciali” sulle presunte attività di “centri di ricerca militare sulle armi biologiche” in Ucraina, con una narrazione che solleva dubbi sulle cause e gli sviluppi del conflitto e sulla posizione dei governi occidentali. Questo tipo di contenuto, già segnalato da associazioni come Europa Radicale come parte di una rete più ampia di eventi filorussi volti a diffondere disinformazione, non è supportato da fonti indipendenti e ripropone temi vincati alla macchina informativa del Cremlino.
Manca contraddittorio, voce indipendente ed esperto riconosciuto:
Il PD definisce “una mistificazione” presentare l’iniziativa come informazione alternativa: si tratterebbe, invece, di un’operazione politica monodirezionale, priva di pluralismo e interamente costruita per riprodurre le posizioni del Cremlino, proposte come presunte verità censurate. “Non c’è nulla di alternativo nel rilanciare propaganda di Stato”, si legge nella nota. A preoccupare è anche il linguaggio utilizzato nella comunicazione dell’evento, giudicato “apertamente ideologico”. Espressioni come “resa ucraina”, “sconfitta occidentale” o “partito unico atlantista” richiamano, secondo il Partito Democratico, la retorica tipica della macchina propagandistica russa, impiegata per delegittimare le democrazie europee e per giustificare l’uso della forza militare. “Questo non è informare: è manipolare”, afferma la nota.
Ulteriore motivo di allarme è l’assenza totale di contraddittorio: nessuna voce indipendente, nessun esperto riconosciuto, nessuna posizione alternativa. Solo relatori pienamente allineati alla stessa tesi, trasformando quella che viene presentata come conferenza in un semplice monologo politico. Il PD segnala anche la particolare gravità della scelta di proiettare contenuti di una testata sanzionata e considerata veicolo di disinformazione strategica. Presentare tali materiali come “controinformazione”, secondo la nota, significa disinformare deliberatamente i cittadini.
…”Dagli organizzatori gravi attacchi alle istituzioni europee”…
In tutto questo si perde di vista l’elemento fondamentale: la Russia ha invaso l’Ucraina. “C’è un aggressore e c’è un Paese aggredito. Rimuovere questa realtà non è neutralità, è complicità politica e culturale.” Il richiamo alla pace, valore che il PD rivendica con forza, viene giudicato “piegato in modo strumentale” per giustificare la resa dell’aggredito e normalizzare la violenza. Non può esistere pace, sostiene la nota, senza verità, senza giustizia e senza il riconoscimento dei crimini di guerra. Particolarmente critico è anche il riferimento agli attacchi rivolti alle istituzioni europee, dipinte come autoritarie e censorie. Questa narrazione, per il PD, alimenta sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche e ricalca fedelmente la propaganda dei regimi che si afferma di voler criticare.
Il Partito Democratico giudica inoltre “inaccettabile” l’uso distorto di termini come “Resistenza” o “maccartismo”: evocare la memoria della lotta antifascista per difendere la propaganda di uno Stato aggressore è definito un vero e proprio insulto alla storia democratica italiana. Grave, infine, la totale assenza di attenzione verso le vittime: i civili sotto le bombe, le città distrutte, i profughi, i bambini ucraini strappati dalle loro case. Una narrazione che elimina le vittime per assolvere l’aggressore, afferma il PD, non può essere considerata informazione.
“Criticare i governi è legittimo; giustificare un’invasione militare e diffondere la propaganda di chi commette crimini di guerra non lo è”, conclude il Partito Democratico di Sassuolo, che ribadisce come la libertà di espressione non possa trasformarsi in un alibi per la propaganda bellica. La pace, afferma la nota, può essere costruita soltanto dalla parte della verità, del diritto internazionale e delle vittime—non di chi invoca la resa di un popolo aggredito.