Meta raggiunta e obiettivo realizzato. Oggi per Stefano Sbrana e compagni erano in programma gli ultimi 99 km della loro prima avventura alla Dakar Classic e il traguardo finale, a Yanbu nella penisola arabica dove si è corso questo massacrante e mitico rally di caratura mondiale, è stato raggiunto.
Così per il noto meccanico sassolese Stefano Sbrana, titolare della officina GARAD e presidente della CNA di Sassuolo, quel sogno che ha animato la sua gioventù fin da piccolo vedendo le imprese a questa leggendaria gara si è avverato. A bordo del camion Iveco 80 Turbo del 1985, con il pilota bresciano Andrea Cadei e il navigatore Marco Valentini da Castellarano, ha gareggiato dal 3 gennaio e in queste 13 tappe tra i paesaggi del fuoristrada della Arabia Saudita, dove da sette anni si corre la Dakar. Con il loro veicolo storico hanno affrontato la gara della Classic, dove tra regolarità con tempi imposti oltre a prove di pura navigazione errano i test cronometrati da affrontare giornalmente. Ma non solo, a questo si è aggiunta la tappa marathon, ovvero una due giorni senza assistenza, oltre le notti passate nei bivacchi in tenda tra deserti locali.
Partiti con l’obiettivo di fare un viaggio in questa avventurosa gara, giorno dopo giorno da principianti tutti su quel camion ribattezzato Furia Rossa, hanno preso confidenza con i regolamenti e i percorsi tanto da portare a termine due giornate da vincenti tra i camion e nei primi posti dell’assoluta, dove tra il centinaio di questi veicoli storici ci sono molte auto. Tante le soddisfazioni che Stefano Sbrana e soci si sono tolti, ma non è mancato anche il tanto lavoro ad ogni fine tappa per il meccanico sassolese, che con Cadei e Valentini ha realizzato il loro “bestione da gara” tra Castellarano e Sassuolo. Compiuti i 7280 km di queste due settimane di Dakar Classic, di cui ben 4162 in prove speciali, non senza commettere errori o ingenuità da “rookies”, il risultato finale della generale odierna è un ottimo 3° posto tra i camion e un 34° assoluto in questa loro prima Dakar Classic. Impresa compiuta e ora possono essere definiti dakariani, come tutti quelli che raggiungono il traguardo di questo rally. “Oggi abbiamo fatto l’ultima fatica, siamo devastati ma ora torniamo a casa felici e soddisfatti”, hanno detto dall’equipaggio.