Il sindaco di Sassuolo Matteo Mesini questa mattina ha incontrato i parroci, insieme ai loro tecnici e commercialisti, per un confronto sul tema delle contestazioni IMU che coinvolgono alcune parrocchie e realtà associative del territorio.
Il primo cittadino ha specificato che i tributi dovuti risalgono al 2020 e non sono mai stati “creati” o previsti oggi a bilancio. In alcuni casi, come spiegato in una nota da Mesini, sono emerse scoperte anche su annualità successive. Il sindaco ha dato mandato agli uffici tecnici di verificare tutte le possibili soluzioni consentite dalla legge per garantire le esenzioni IMU sulle attività non commerciali, nei casi in cui non sia stata presentata la relativa dichiarazione di esenzione.
Nella nota, il Comune specifica che l’IMU è un tributo disciplinato esclusivamente da norme statali e i margini di intervento dell’ente locale riguardano esclusivamente aspetti regolamentari consentiti dalla legge, come le aliquote per categoria di fabbricati, le modalità di pagamento o le rateizzazioni, ma non l’obbligo tributario. Per attestare le condizioni di esenzione è necessario presentare apposite dichiarazioni IMU. Negli anni successivi al 2020 molte parrocchie hanno correttamente presentato tali dichiarazioni; altre, invece, non lo hanno mai fatto, venendo così meno ai requisiti necessari per il riconoscimento dell’esenzione prevista dalla legge. Inoltre, la legge nazionale prevede che l’esenzione IMU valga solo per gli immobili utilizzati esclusivamente per attività non commerciali: culto, catechesi, attività caritative gratuite, oratori gestiti senza finalità economiche. Sono invece soggetti a IMU (totalmente o per singole porzioni) gli immobili o gli spazi utilizzati per attività a carattere commerciale o produttivo di reddito.
Il Comune nella nota fa sapere che nei prossimi giorni proseguirà il confronto anche con gli altri enti non commerciali interessati.