Nella giornata di ieri Unione europea e India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio. Un accordo che il settore delle piastrelle di ceramica accoglie con favore. “Da sempre sostenitore della liberalizzazione degli scambi commerciali – si legge in una nota di Confindustria Ceramica -, l’industria ceramica italiana auspica che questo trattato, come tutti quelli europei, garantisca piena reciprocità e adeguate tutele per i comparti più esposti”.
Per Confindustria Ceramica affinché l’accordo sia equo e sostenibile dovrà essere accompagnato da standard normativi elevati, in particolare in campo ambientale e sociale, e clausole di salvaguardia contro la concorrenza sleale. “Nel caso specifico delle piastrelle di ceramica – sottolineano dall’associazione -, permangono pratiche di dumping nelle esportazioni indiane verso l’UE, comprovate dalla Commissione europea. Su tali prodotti vigono, infatti, dal 2023 specifici dazi antidumping, che si aggiungono al dazio erga omnes del 5% ora in vigore. In questo contesto, l’eliminazione di tale dazio base anche per le linee tariffarie ceramiche sarebbe non solo illogica, ma indebolirebbe l’efficacia delle misure di difesa commerciale, premiando al contrario comportamenti scorretti ed abusivi”.
La richiesta di Confindustria Ceramica è che nella fase finale del negoziato le istituzioni “sappiano contemperare con realismo un’apertura strategica dei mercati certamente necessaria in questa fase con la tutela degli interessi delle imprese e dell’occupazione di qualità che assicurano i nostri distretti”.