Durante la seduta del consiglio comunale di questa sera il dibattito sui rapporti tra il Comune e le associazioni islamiche e sul futuro dell’immobile “I Quadrati” si è intrecciato con i fatti emersi dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo (Domino), diventando uno dei temi centrali della seduta.
Un’interrogazione di Forza Italia dopo la vicenda Domino:
La prima interrogazione, a firma del consigliere di Forza Italia Davide Capezzera, ha chiesto chiarimenti sulle realtà associative presenti sul territorio comunale. “È interesse del Consiglio comunale e della cittadinanza conoscere quali e quante siano le associazioni operanti sul territorio comunale e in quali rapporti siano con l’istituzione, alla massima cautela e trasparenza”, ha affermato Capezzera.
Il Sindaco risponde a Capezzera: “Nessun rapporto con le persone coinvolte nell’inchiesta Domino”
Il sindaco Matteo Mesini ha risposto richiamando un principio di metodo: “La richiesta di un elenco delle associazioni sulla base di elementi religiosi introduce una categorizzazione che il Comune non assume come criterio di classificazione”. Mesini ha spiegato che le associazioni “sono giuridicamente qualificate sulla base delle attività svolte e della forma giuridica, non su appartenenze religiose”. Entrando nel merito, ha precisato che sul territorio comunale risultano note “l’associazione culturale Al-Uda e l’associazione islamica Al-Medina” e ha chiarito che “l’attuale giunta comunale non ha mai intrattenuto, dal proprio insediamento ad oggi, rapporti, collaborazioni o relazioni, tanto formali quanto informali, con associazioni o persone coinvolte nell’inchiesta Domino”. Nella replica, Capezzera ha ribadito che “quanto è successo (ndr inchiesta Domino) richiama tutti ad avere maggiore trasparenza”. Sul tema della sicurezza il sindaco ha sottolineato “nessuna tolleranza verso l’illegalità e ancor meno verso il terrorismo, soprattutto quello mascherato da solidarietà”, ribadendo però che “le responsabilità penali sono sempre individuali e non possono essere estese a comunità religiose o culturali”.
Fratelli d’Italia insiste sui Quadrati: “Da dove arrivano i soldi?”
La seconda interrogazione, presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia e illustrata da Luca Caselli, si è concentrata sull’immobile “I Quadrati” e sull’ipotesi di cambio di destinazione d’uso. Qualora quest’ultima si concretizzasse, lo spazio, attualmente dedicato ad attività culturali dell’associazione Al-Medina, diventerebbe un luogo di culto. In particolare, è stata chiesta la posizione della Giunta sul tema; in altre parole, è stato chiesto se la Giunta abbia o meno intenzione di concedere il cambio di destinazione d’uso. Oltre alla funzione dell’immobile, però, Caselli ha espresso dubbi anche sulla natura dell’operazione immobiliare: “Questa comunità ha comprato i Quadrati da una Srls di Casalgrande, una carpenteria metallica, che aveva acquistato l’immobile da un fondo romano, che a sua volta lo aveva acquistato da un fallimento. Sono elementi su cui bisogna riflettere: questi soldi da dove arrivano? Che cosa se ne faceva una carpenteria metallica dei Quadrati?”. Da qui la richiesta di “più cautela nel mantenere certi rapporti”, precisando che “non vuol dire negare diritti, ma semplicemente cautela”.
Mesini risponde e guarda alla petizione per il NO alla moschea:
Mesini ha risposto in modo netto: “Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta di cambio di destinazione d’uso. In assenza di una domanda formale non esiste alcun procedimento amministrativo in corso”. Ha aggiunto che “qualora una richiesta dovesse essere presentata, non sarebbe comunque la giunta a decidere, ma il Consiglio comunale”.
A metà seduta, il primo cittadino è tornato sull’argomento con una comunicazione formale, guardando in questo caso ai risultati della petizione del centrodestra per dire NO al cambio di destinazione d’uso (8000 firme): “È doveroso riconoscere i cittadini che hanno espresso una posizione attraverso una petizione di firme”. Il sindaco ha confermato che “oggi non risultano domande di cambio di destinazione d’uso e non ci sono procedimenti in corso sull’immobile dei Quadrati” e che “ogni decisione passerà attraverso la consultazione e la votazione del massimo organo politico-amministrativo del Comune di Sassuolo, con criteri di partecipazione e trasparenza”.