Tra i dibattiti che hanno infiammato la scorsa seduta del Consiglio comunale c’è anche quella relativa ai finanziamenti delle scuole e, soprattutto, dei certificati di prevenzione incendi (CPI). In fase di discussione della variazione di bilancio, il consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Lucenti, ha sottolineato una stima dei costi d’investimento maggiore rispetto a quella presente in una relazione del 6 novembre 2023. Inoltre, ha paventato la possibilità che le candidature ai bandi ministeriali – essenziali per ricevere i fondi e presentate per tre scuole, Sant’Agostino, Cavedoni e Leonardo da Vinci – possano essere dichiarate non valide. Il principio da seguire è quello del ‘doppio finanziamento’: se un edificio ha già ricevuto un finanziamento, non può riceverne un altro. A rispondere punto su punto è l’assessore ai Lavori Pubblici, Maria Raffaella Pennacchia, che è intervenuta con una nota a pochi giorni dalla votazione del bilancio.
Stime gonfiate rispetto al 2023?
“Le cifre richieste – spiega Pennacchia – non sono frutto di stime arbitrarie, ma di un’analisi prudenziale volta a preservare la spesa pubblica. Una volta completato il progetto esecutivo non impiegeremo i fondi eventualmente non necessari.” Sull’aumento delle cifre stimate (e richieste), l’assessore ha spiegato: “La relazione tecnica citata dalla minoranza risale al 2023 ed era basata su verifiche visive e documentali. Tuttavia, nella primavera del 2025 i sopralluoghi dei Vigili del Fuoco hanno fatto emergere criticità precedentemente non rilevabili.” Tra queste criticità ci sono le certificazioni dei materiali per pareti e controsoffitti, l’implementazione dei sistemi di rilevazione fumi e centraline di controllo, il potenziamento dell’illuminazione di emergenza. “Inoltre – prosegue – la vetustà dei cavi elettrici in molti plessi richiede un’ispezione capillare e potrebbe essere necessaria la loro sostituzione, poiché non conformi alla legge.” E per giustificare la cifra richiesta ha richiamato gli esempi dei cantieri già conclusi sulle scuole Bellini, Carducci e Pascoli. I costi reali – spiega – hanno registrato un aumento del 40% rispetto alle stime iniziali. Pertanto, richiedere il massimo contributo concedibile è stata una scelta cautelativa e di buonsenso.”
Sant’Agostino e Leonardo da Vinci rischiano di perdere finanziamenti PNRR?
In merito alla seconda preoccupazione di Lucenti, quella relativa alla legittimità delle candidature, spiega: “A seguito della revisione del PNRR nel dicembre 2023, le cosiddette ‘Medie e Piccole Opere’ (tra cui gli edifici Leonardo e Sant’Agostino) sono state riclassificate come finanziamenti nazionali del Ministero dell’Interno e quindi non risultavano beneficiarie di fondi PNRR. Pertanto, le candidature risultano pienamente ammissibili. Non si può nemmeno dire – argomenta – che la Sant’Agostino risulta già beneficiaria di un contributo PNRR, dato che la mensa scolastica è un edificio autonomo pur costituendo ampliamento all’edificio scolastico.” Anche in questo senso, quindi, la candidatura dell’edificio di via La Spezia risulterebbe pienamente legittima.
Pennacchia attacca il centrodestra: “Le loro scelte sono un no sistematico al miglioramento scolastico”
Pennacchia conclude attaccando il centrodestra, soprattutto la precedente Amministrazione. In particolare, sottolinea che “sarebbe stato opportuno, in passato, procedere a un progetto complessivo di adeguamento antincendio per la conformità alle normative antincendio del plesso Sant’Agostino in concomitanza con la realizzazione della mensa. È grave che non sia stato richiesto preliminarmente il parere di valutazione, nè avviato l’iter, che abbiamo intrapreso una volta venuti a conoscenza di questa grave mancanza.” E infine sentenzia: “Le loro scelte (del centrodestra) sono chiare: un ‘no’ sistematico al miglioramento delle nostre infrastrutture scolastiche ed educative. ”